sabato 21 maggio 2022

APPELLO AFFIDO: SOS coppie affidatarie, solo Lazio

 APPELLO AFFIDO 21.05.2022




APPELLO AFFIDO

Aperto a: coppie affidatarie

Territorio di riferimento: solo Lazio

Per info scrivi a: karin@affidiamoci.com

o Telefona al 339/8322065



Aldo di 9 anni e Bina di 10 sono due fratelli uniti, due bimbetti senza alcun problema sanitario né comportamentale che attualmente vivono in casa degli zii, casa nella quale praticamente sono nati e cresciuti.

Purtroppo ai bimbi, seppure tutelati da queste figure di riferimento, fin da piccoli non è stato possibile evitare di fargli assistere a situazioni pesanti in famiglia i cui protagonisti sono stati alcuni familiari a loro più stretti (con cui oggi i fratellini si vedono ogni 15 giorni in incontri protetti). E’ arrivato il momento per i bimbi di essere accolti, insieme, da una famiglia per sempre, in affido sine die.


M’aMa, su mandato del Tribunale cerca, solo nel Lazio, una coppia affidataria che accolga in affido sine die entrambi i fratellini impegnandosi a fargli mantenere frequenti incontri con la famiglia di origine alla quale i bimbi rimangono comunque molto legati.



Ciascun APPELLO Affido e Adozione è pubblicato nel rispetto della privacy del minore: non riporta dati anagrafici nè eventuali specifiche sulle patologie presenti.

Precisiamo che AFFIDIamoci (progetto di M’aMa-Dalla Parte dei Bambini), nel divulgare gli Appelli Affido e Adozione, è solo un tramite tra famiglia accogliente e i Servizi sociali che si occupano del minore, pertanto l’eventuale abbinamento sarà deciso solo da questi ultimi.

venerdì 20 maggio 2022

Storie di amore e bambini in affido familiare: “La guardiamo e ci arriva solo la sua bellezza”

 


M. è finalmente a casa dalla sua Mamma, dal suo Papà e dalle sue sorelline che hanno mandato un messaggio audio straripante di gioia alle MammeMatte per il suo arrivo. M. è una "nostra" piccolissima ma, come dice la sua mamma, "quando la guardiamo ci arriva solo la sua bellezza e niente altro".


“M. è a casaaa!!!Cosa dire? Se non Amore puro? Da dove iniziare...8 anni di attesa e nessuno mi aveva mai detto quanto amore possa ancora dare una donna, una Mamma, anche dopo avere avuto due bimbe spettacolari come quelle che abbiamo avuto io con mio marito. Eppure il nostro cerchio non era ancora chiuso, oggi è arrivata una cucciola nella nostra famiglia e l’ha reso perfetto. Cosa dire di noi?
Siamo una mamma e un papà
che, per 8 lunghi anni, insieme alle loro due splendide bimbe, non hanno mai smesso di sperare di accogliere un terzo bimbo, e negli ultimi tre lo abbiamo desiderato insieme con le MammeMatte, inseguendole per mari e per monti:)

Un giorno, infatti, nella nostra follia di amore da donare, abbiamo deciso di intraprendere il percorso per l’affido. Una follia nata dal desiderio di regalare e restituire un po' di felicità. Gli anni sono trascorsi silenti ed anche se non arrivava la fatidica chiamata, il nostro desiderio e la nostra convinzione non diminuivano (forse la più tenace rimanevo io, mio marito continuava a crederci ma aveva sempre più paura che non accadesse).

Tre anni fa abbiamo conosciuto le MammeMatte, abbiamo incontrato Karin e abbiamo iniziato a… tartassarla (nel vero senso della parola!).


Finalmente un giorno abbiamo ricevuto la chiamata del Giudice, io ero pensierosa ed incredula, papà ormai si era arreso, invece nel giro di poche ore, il sogno di tanti anni è diventato realtà e quattro giorni dopo abbiamo conosciuto nostra figlia! 

La nostra piccola M. è bellissima, dolcissima, quando la guardiamo ci arriva solo la sua bellezza e niente altro, nessuna parola può spostare la nostra attenzione da questo. Quando siamo andati via, dopo il nostro primo incontro, abbiamo avvertito la stessa sensazione che sentivamo quando lasciavamo le nostre bambine in ospedale, lo stesso vuoto nel cuore e lo stesso desiderio di rivederla e portarla presto a casa.

I giorni sono trascorsi e quando le nostre bambine l’hanno conosciuta per la prima volta e l’hanno sentita pronunciare la parolina “mamma”, si sono commosse insieme a noi".

Una MammaMatta

giovedì 19 maggio 2022

#OSPITAZIONE: UNIONE BUDDHISTA ITALIANA INSIEME CON LE MAMMEMATTE

 


Ringraziamo di vero cuore l'Unione Buddhista Italiana e il suo presidente Filippo Scianna per aver risposto così caldamente al nostro progetto #Ospitazione

Il contributo donatoci sarà utilizzato per sostenere le nostre FamiglieMatte italiane già impegnate ad accogliere (con entusiasmo e coscienziosità) i nuclei mamma-bambino ucraini. 

Da ora in poi noi MammeMatte potremo essere ancora più vicino alle nostre Famiglie per supportarle al meglio (povere loro!). 

Grazie ancora Unione Buddhista Italiana, sarete fieri di noi, e presto vi manderemo un ricco reportage!

Le MammeMatte



giovedì 12 maggio 2022

Storie di amore e bambini in affido familiare: “Le nostre ragazze arrivate a 18/21 anni sono restituite alla strada”

 




L., educatrice di una casa famiglia, ci racconta il dolore all’interno della struttura, quello delle operatrici che accolgono i ragazzi al loro rientro in comunità, dopo il fallimento in famiglia affidataria o adottiva: quello degli operatori è un dolore spesso non raccontato, sottovalutato seppure sia il primo ad accogliere e confrontarsi con i ragazzi “restituiti”. “Le nostre ragazze sono tutte pre adolescenti e adolescenti, difficili da abbinare per l’età e le poche che sono riuscite a entrare in famiglia sono state quasi tutte restituite. Arrivate a 18/21 anni sono restituite alla strada”.



Due sere fa, ore 19.00 io, la responsabile della casa famiglia ed una collega convochiamo le ragazze per dare una comunicazione. Sono tutte già grandine e piene di impegni, è raro ma anche bello vederle riunite insieme, tutte lì nelle loro diversità personali e culturali. Sono curiose e anche intimorire, cosa dovremo dirgli? La notizia è che una delle nostre ospiti andata in affido tornerà tra di noi. Hanno il volto amareggiato ma non è una "notizia", ci sono purtroppo abituate, ho davanti 8 ragazze e 4 hanno avuto esperienze di affido/adozioni fallimentari. Le abbiamo convocate questa volta per dare ascolto e contenimento alle emozioni che sarebbero seguite al nome del soggetto suddetto: è D. ed è una bambina. A B. si riempiono gli occhi di lacrime, a C. e A. invece si gonfia la vena tra gli occhi, E. è perplessa, S. ha lo sguardo vago. Le altre sono arrivate dopo l'uscita di D. e non la conoscono bene.

Le ragazze sono amareggiate perché sanno che è difficile trovare una famiglia a delle ragazzine già grandi (14/16 anni) e per esperienza personale sanno che non sempre le cose vanno come si immagina e spera. Ma per i bambini è diverso, così anche noi gli abbiamo sempre detto, per loro le famiglie si trovano, le capacità di adattamento dei più piccoli e di resistenza nella gestione da parte dei genitori è maggiore: per loro le cose devono andare bene. D. è una bambina di 10, non è ribelle, non è diffidente e neanche invadente. È discreta, è timida, è responsabile e ha una maturità non comune ai suoi coetanei. Le ragazze lo sanno e non accettano il suo ritorno. Gli chiediamo di essere discrete, di ri-accoglierla senza farle il terzo grado, le abbiamo invitate a non chiedere cosa non fosse andato, probabilmente nemmeno lei lo sa... Non lo sappiano neanche noi adulte, siamo frustrate e arrabbiate ma cerchiamo di non mostrarlo troppo. Le invitiamo a fare a noi le domande. Si scatenano "perché l'hanno presa se non erano in grado di tenerla? Perché giudici e ass.sociali fanno abbinamenti familiari senza prestare molta attenzione?" e tanti altri commenti che nascono dalla loro esperienza...ma che sono esasperati dal fatto che D. era "un caso facile", non come loro.


Dopo questo lungo resoconto parlo a voi coppie e famiglie che volete adottare o accogliere in affido... sarò dura, ma vi invito a NON ACCOGLIETE se non siete pronti ad accogliere delle persone distinte da voi, figlie cresciute da altri con altri "valori" e altri "ideali". Figlie della strada, figlie di nessuno, figlie che fino ad ora hanno vissuto allo sbaraglio senza regole. NON ACCOGLIETE se non siete disposti ad accettare che non sono e non saranno mai la figlia che non avete avuto e che vorreste avere. NON ACCOGLIETE se pensate che basti dare regali, offrire viaggi o sport o promesse per comprare il loro affetto e la loro lealtà. NON ACCOGLIETE se non siete disposti a sentirvi rifiutati, giudicati, accusati di non essere nessuno.

ACCOGLIETE se vi piacciono i puzzle da 10000 pezzi, quelli complicati e che richiedono tempo e pazienza per essere completati. ACCOGLIETE se i cocci di un vaso rotto non li buttate ma con pazienza li riassemblate e ridate forma e senso. ACCOGLIETE se oltre ad essere una coppia siete anche una squadra. E se siete una famiglia ACCOGLIETE se i vostri figli sono partecipi e d'accordo.

Chi decidete di accogliere è una persona che per la sua età ha sofferto molto più di noi che siamo adulti. Sono vite spezzate, interrotte, devastate, anime sole, piccole selvagge che non hanno imparato la fiducia, l'amore. ACCOGLIETE se avete la forza di non tirarvi indietro alle prime...alle seconde...alle terze difficoltà!


Vi chiedo di condividete questo sfogo affinché arrivi a tutti coloro che hanno anche solo pensato di adottare. Non sono 4 incontri formativi e la testimonianza di quel raro affido andato bene a dovervi motivare.

Dopo l'affido/adozione sarete soli... non dovrebbe essere così ma lo è. Spariscono tutori, ass.sociali, enti che vi hanno formato. Dopo avervi mostrato il meglio, vi troverete soli a gestire ragazzi a volte già grandi... da soli senza manuali di istruzioni. Tutto ciò vi metterà a dura prova, minerà ogni equilibrio personale di coppia e familiare. Vi consiglio caramente e caldamente di cercare voi stessi aiuto in associazioni (che esistono) e in psicoterapeuti.


Non vi chiudete e soprattutto non vi arrendete”.


martedì 3 maggio 2022

APPELLO ADOZIONE: SOS coppie adottive o affidatarie disponibili all'adozione

 APPELLO Adozione 03.05.2022




APPELLO ADOZIONE

Aperto a: coppie adottive o affidatarie, purché formate e disponibili all’adozione

Territorio di riferimento: Italia

Per info scrivi a: karin@affidiamoci.com

o Telefona al 339/8322065



Simoncina ha un anno e pochi giorni trascorsi tra comunità e struttura ospedaliera dove è stata lasciata dalla sua mamma a poche settimane di vita.

Simona è nata prematura, con idrocefalo, il suo percorso è stato in salita fin dall’inizio anche se ultimamente sta raggiungendo grandi risultati con soddisfazione dei medici che la seguono. Infatti la piccola, nonostante un ipotono generalizzato, muove le gambine e le braccine, riesce a stare seduta da sola e tiene il capo dritto, mentre si lascia andare a grandi sorrisoni che conquistano chiunque la veda.

Ancora non riesce a mangiare autonomamente cosi utilizza la PEI, ma si spera che presto pot farne a meno.

Ad oggi i medici non si pronunciano su alcuna diagnosi che vada oltre l’attuale ritardo globale dello sviluppo.


Simona è adottabile e M’aMa, in tutta Italia, su mandato del Tribunale, cerca una coppia adottiva che la accolga incondizionatamente, o anche una affidataria purché opportunamente formata dai servizi competenti e disponibile ad una eventuale adozione della piccola.




Ciascun APPELLO Affido e Adozione è pubblicato nel rispetto della privacy del minore: non riporta dati anagrafici nè eventuali specifiche sulle patologie presenti.

Precisiamo che AFFIDIamoci (progetto di M’aMa-Dalla Parte dei Bambini), nel divulgare gli Appelli Affido e Adozione, è solo un tramite tra famiglia accogliente e i Servizi sociali che si occupano del minore, pertanto l’eventuale abbinamento sarà deciso solo da questi ultimi.

martedì 26 aprile 2022

Storie di amore e bambini in affido familiare: “I servizi sociali ci avevano descritto F. come un altro bambino”

 



Il piccolo F. ha incontrato la sua famiglia affidataria quando aveva 10 anni, prima “è stato restituito da 7 famiglie”. Anna e il marito erano alla loro prima esperienza di affido e quando lo hanno accolto non gli è stato raccontato nè del suo vissuto nè delle sue criticità, hanno "scoperto tutto dopo, quando F. era già arrivato in casa". Però Anna e il marito hanno saputo combattere, affiancati dalla comunità scolastica, e oggi che F. ha 20 anni, sono ancora la sua Famiglia e lo saranno per sempre.


Buongiorno, sono una mamma affidataria da dodici anni di un ragazzo che oggi ha vent’anni. L’esperienza di questo affido ci ha insegnato ad avere più pazienza, a capire i bisogni di un bambino che non è tuo, ad amarlo, considerandolo a tutti gli effetti nostro figlio.

Abbiamo combattuto con i servizi sociali e con la tutela minori per fare in modo che il bambino avesse un’assistenza adeguata alle sue esigenze come un tutore che lo seguisse a scuola insieme con l' insegnante di sostegno; test per verificare il ritardo cognitivo; test per dsa.... Tutto questo non era fatto perché i servizi sociali e la tutela non vedevano la cosa necessaria: dicevano che ormai il bambino era grande e non era più recuperabile, ‘ritardato è e ritardato rimane’, non si può recuperare.

Noi genitori affidatari non ci siamo arresi e abbiamo fatto i vari test con il risultato di un ‘dsa grave con livello di concentrazione basso e disinteresse a imparare a leggere e a scrivere’.

Preciso che il bambino è stato dato in affido a dieci anni senza una base di istruzione, senza che fino ad allora fosse andato a scuola regolarmente perché aveva vissuto in una famiglia disadattata dove nessuno dei due genitori lavorava, vivendo in una casa senza luce né riscaldamento. Il nostro piccolo aveva vissuto anni senza stimoli, senza ricevere affetto, niente di niente: era stato trattato come un piccolo animaletto, lasciato sporco e affamato.

I servizi lo avevano preso in carico a nove anni prima di mandarlo in una casa famiglia dove la pazienza non era mai esistita, dove aveva ricevuto punizioni verbali e non solo. Il nostro piccolo, in quella struttura, era stato considerato troppo primitivo e gli operatori erano del parere che innanzitutto fosse fondamentale ‘rieducarlo’. Inoltre sembra che il piccolo fosse ossessionato dal sesso e che non faceva altro che guardare le gambe alle educatrici, da qui la ricerca estenuante di una famiglia affidataria che lo accogliesse. Disastro assoluto: ogni volta che andava in una famiglia, dopo nemmeno una settimana, veniva rimandato indietro, ogni volta con una scusa diversa, ma la verità era la sua età ormai grandicella, i suoi comportamenti particolari rispetto al sesso, il suo ritardo cognitivo con quoziente intellettivo bassissimo. Troppo per le famiglie affidatarie: ne ha cambiate sette, troppe.

E ogni volta tornava in struttura: al compimento del suo 18esimo anno chissà dove sarebbe andato.

Noi siamo stati l’ultimo tentativo di collocazione: per i servizi sociali forse la sua occasione poteva essere solo una famiglia che non avesse ancora fatto alcuna esperienza di affido, così contattarono noi, visto che eravamo formati ma non avevamo mai ancora accolto nessuno.

Un bel giorno, quindi, con mio marito, fummo contattati per un possibile affido di un bambino di dieci anni. Per noi era tutto nuovo.

Educatrice, assistente sociale e psicologa ci raccontano del bambino ma stando attenti a non dire tutto: ci dicono il minimo indispensabile per poter ricevere il notsro ‘sì’ al suo affido.

E così è stato infatti.

L’affido è cominciato a Settembre e il bimbo entra a casa nostra dove, ad accoglierlo, c’erano anche due fratelli, un maschio di diciotto anni, e una femminuccia di quattordici.

Da qui comincia tutto.

Mammamia! che pazienza e che amore che abbiamo dato a questo bambino! A scuola me le combinava di tutti i colori, non stava attento e si sedeva sul banco a braccia conserte senza nemmeno togliersi il cappotto: si sedeva lì e non si spostava in nessun modo. Un giorno intervenne anche la direttrice della scuola, ma nulla. Ci è voluto tanto amore e pazienza per sopravvivere con un bambino così arrabbiato e con così poca considerazione di se stesso.

Il nostro monello ci dava problemi anche a casa, facendo cose che non ti aspetti da un bambino di dieci anni: era ossessionato dal sesso, provava piacere a toccare la biancheria intima di mia figlia e, mentre giocava, inventava e immaginava rapporti sessuali.

A quel punto abbiamo chiesto aiuto ai servizi sociali ed è stato allora che abbiamo saputo la sua storia vera, senza omissioni.

Ormai l’affido del bambino era già avviato, mandarlo indietro voleva dire essere genitori crudeli, senza amore, così siamo andati avanti con tutte le difficoltà.

La scuola mi ha aiutato tanto, mi ha dato la possibilità di migliorare la sua educazione mettendo a disposizione tutto ciò che potesse servire a un bimbo dislessico, disgrafico, discalculico.

A casa continuava a essere una vera peste mettendoci continuamente alla prova per vedere se lo picchiavamo, o lo rimandavamo in casa famiglia.

Ma tutto questo non è accaduto, il nostro bimbo è diventato un adulto di ventun anni, lavora, ha la patente e la ragazza: è un ragazzo da tenere sempre sott’occhio ma gli vogliamo bene.

E adesso che scade l’affido continuerà a stare con noi, perché siamo e continueremo a essere la sua famiglia”.

Una MammaMatta












mercoledì 20 aprile 2022

APPELLO AFFIDO: SOS genitori affidatari, single e in coppia, provincia di Lecco e Brianza

                                                        




APPELLO AFFIDO

Aperto a: genitori affidatari, in coppia o SINGLE

Territorio di riferimento: provincia di Lecco e Brianza

Per info scrivi a: karin@affidiamoci.com

o Telefona al 339/8322065



Aadil ha 14 anni ed è un ragazzino sensibile e riservato, introverso, timido e consapevole di non essere stato molto fortunato negli affetti, ma convinto che il “segreto per essere felici è vedere solo ciò che hai, e non quello che non hai”.

La famiglia in cui vive è fragile, la mamma non riesce a stare dietro a tutti i figli, così Aadil spesso non riceve le attenzioni necessarie alla sua età, quelle quotidiane, spesso salta i pasti e non trova vestiti puliti da indossare.

I Servizi per garantirgli le cure dovute, senza allontanarlo definitivamente dalla famiglia di origine, il pomeriggio gli stanno facendo frequentare un centro diurno garantendogli cosi anche la continuità nello svolgimento dei compiti.

Occorre però creare una rete ulteriore a sostegno di Aadil: è urgente trovare una famiglia affidataria che diventi un ulteriore punto di riferimento per il ragazzino, un ambiente sano e stimolante con il quale Aadil possa confrontarsi periodicamente.


M’aMa, su mandato del Tribunale cerca urgentemente, su provincia di Lecco e Brianza, genitori affidatari (in coppia o single, purché opportunamente formati dai servizi competenti) disponibili ad aprirsi ad un affido diurno orientativamente diretto ai fine settimana.




Ciascun APPELLO Affido e Adozione è pubblicato nel rispetto della privacy del minore: non riporta dati anagrafici nè eventuali specifiche sulle patologie presenti.

Precisiamo che AFFIDIamoci (progetto di M’aMa-Dalla Parte dei Bambini), nel divulgare gli Appelli Affido e Adozione, è solo un tramite tra famiglia accogliente e i Servizi sociali che si occupano del minore, pertanto l’eventuale abbinamento sarà deciso solo da questi ultimi.