venerdì 1 luglio 2022

A SETTEMBRE XIII° EDIZIONE ONLINE DEL PERCORSO M'AMA DI PREPARAZIONE ALL' AFFIDO

 


Sono aperte le iscrizioni alla XIII° edizione ONLINE del Percorso in-formAFFIDO Presto...che è tardi! aperto a tutti gli aspiranti affidatari (o ai semplici interessati al tema) dell’intero territorio nazionale: persone singole e coppie, sposate e non, etero e omosessuali.

Il corso Online, a numero chiuso, è previsto per Settembre 2022, chi fosse interessato a partecipare può già prenotarsi scrivendo a: percorsimama@gmail.com

Organizzato dall'associazione M’aMa-Dalla Parte dei Bambini (La Rete delle MammeMatte), il percorso di preparazione all'affido familiare (su piattaforma gratuita Zoom) prevede, nella prima settimana di Settembre 2022, un primo incontro conoscitivo individuale di 30 minuti (giorno e orari da concordare privatamente). Seguiranno tre incontri tematici, in gruppo, di tre ore ciascuno dalle ore 18.00 alle 20.30 condotti da professionisti M’aMa e non, tutti esperti del settore.

Il corso sarà condotto dall’avv. Emilia Russo, Presidente M’aMa-Dalla Parte dei Bambini, e dalla dr.ssa Karin Falconi, Vice presidente M’aMa, counsellor specialista nel sostegno alla genitorialità affidataria.


Interverranno:

dr.ssa Francesca Fabbri, mediatrice familiare e Giudice Onorario Tribunale per i Minorenni Firenze;

dr.ssa Chiara Bordoni, Assistente sociale Comune di Terni.


In conclusione del percorso la risorsa riceverà un attestato di partecipazione con il quale M'aMa la affiancherà nella ricerca del proprio Servizio sociale territoriale, al fine di rientrare nel database delle famiglie affidatarie.


Per info e prenotazioni: percorsimama@gmail.com



Il percorso informAFFIDO M’aMa

M’aMa-Dalla Parte dei Bambini (ancora più conosciuta come La Rete delle MammeMatte) impegnata da anni nella tutela dei diritti dei minori (anche) con bisogni speciali, continua a rilevare una serie di ostacoli di natura sociale-culturale che impediscono all’affido familiare di affermarsi quale prassi positiva sul territorio.

L’istituto giuridico dell’affido predilige la collocazione dei minori in famiglia (opportunamente formata dagli enti competenti territoriali) rispetto alla loro istituzionalizzazione, e questa pratica virtuosa comporta enormi risparmi (attestati intorno all’80-90%) per le casse dell'amministrazione pubblica: un minore in carico ad una comunità educativa ha un costo giornaliero che grava sulle spese pubbliche per circa 80-100 euro al giorno (minimo), mentre il contributo previsto alla famiglia affidataria in media – secondo cifre variabili in base alle disponibilità economiche delle amministrazioni comunali e alle ore durante le quali il minore è in affido – è di circa 200-400 euro al mese.

Nell’ottica della valorizzazione e promozione della cultura dell’affido M’aMa propone percorsi in-formativi (in sede e online) alle coppie e ai single interessati a diventare genitori affidatari.

Il percorso di preparazione all'affido è aperto a tutti i residenti del territorio nazionale perché troppo spesso, le persone singole e le coppie interessate ad entrare nel database delle famiglie affidatarie, incontrano difficoltà a trovare centri affidi organizzati nella formazione.

Così M’aMa si impegna, terminati gli incontri online, ad affiancare la risorsa che intenderà proseguire il percorso, nella ricerca del proprio servizio sociale territoriale.

Le MammeMatte durante il percorso svelano anche il "dietro le quinte" della realtà dell'affido ponendo particolare attenzione a temi a loro cari come l’accoglienza dei minori con bisogni speciali (bambini di età superiore ai 9 anni, fratrie, bambini con disabilità psicomotorie di media e grave entità, bambini vittime di abusi e maltrattamenti), l’affido a lungo termine (sine die), l’accoglienza da parte di persone singole e coppie omosessuali, M'aMa affronta l'istituto giuridico dell'affidamento non solo nella sua forma teorica, ma nella sua concreta applicazione sulla realtà territoriale nazionale svelando i falsi miti, chi sono davvero i minori istituzionalizzati, quanto dura la loro istituzionalizzazione, pre-giudizi culturali che rallentano gli abbinamenti, criteri valutativi della coppia omosessuale e del single, reali possibilità di abbinamento, tempistica dell'iter. Tutto raccontato dalla voce dei protagonisti: giudici, assistenti sociali, famiglie affidatarie.



InFORMIAMOCI…Presto che è tardi!

Tutto quello che avresti voluto sapere sull'Affido...e non ti è stato ancora detto


Programma:


Incontri individuali conoscitivi con coppie e single interessati.

Conoscenza del vissuto e aspettative dei candidati.

Gli incontri saranno svolti da professionisti dell'associazione M’aMa- Dalla Parte dei Bambini e avranno una durata di 45 minuti a candidato.


Primo incontro:

Conosciamoci! Presentazioni.

Testimonianza di una famiglia affidataria.

Cosa NON è l’affido: facciamo chiarezza

  • L'affido NON è ADOZIONE

  • Inquadramento legislativo: La legge 184 e la sua reale applicazione

Secondo la Legge i bambini 0-6 anni devono crescere in Famiglia

  • Ogni Affido è a misura di bambino:

Tipologie di affido: Consensuale, giudiziale; residenziale, diurno (part time)

L'affido part time esiste davvero? E in quali regioni?

Il sine die questo sconosciuto(!): Ma l'Affido è veramente temporaneo?

  • Gli Affidatari: utenti o collaboratori del progetto?

Diritti e doveri


Secondo incontro:

Aggiungi un posto a tavola!

  • In tanti intorno al Tavolo dell’affido: minore, famiglia biologica, famiglia affidataria, tutore, servizi sociali, Tribunale.

Il Minore: Chi sono i minori in affido, conosciamo chi ci spaventa: adolescenti e minori con bisogni speciali;

Quel bambino che non ci saremmo mai sognati di accogliere: Aspettative tradite della famiglia affidataria: i bambini RESI

La famiglia biologica nella sua presenza assenza:

I difficili rapporti tra famiglia affidataria e famiglia biologica;

Ma tutti i minori in affido hanno una famiglia biologica da incontrare?

La famiglia affidataria: l’importanza di accogliere con consapevole leggerezza;

Accogliere da single;

Una coppia omosessuale può essere una famiglia in più? Cosa dice la Legge e cosa accade nella realtà;

L’Autorità Giudiziaria e i Servizi sociali territoriali;

Dopo l'abbinamento chi rimane a sostenerti?

dr.ssa Francesca Fabbri, mediatrice familiare e Giudice onorario Tribunale per i Minorenni di Firenze.


Terzo incontro:

Per affrontare il viaggio dell’affido non serve uno stradario! E' necessario il navigatore satellitare GPS!

La difficoltà a formarsi, l'attesa di una chiamata, i tempi si allungano.

A fine percorso il feedback dei Servizi sociali: davvero siamo tutti idonei?!

Il percorso per diventare famiglia affidataria: dr.ssa Chiara Bordoni, Referente Servizi sociali del Comune di Terni


Conclusione e confronto tra i partecipanti: riflessioni.



mercoledì 29 giugno 2022

Storie di amore e bambini in affido familiare: “Dopo tutto questo tempo le mie certezze vacillano”

 




La famiglia “ponte” è quel tipo di famiglia opportunamente formata dai servizi sociali per accettare in pronta accoglienza un bimbo piccolissimo (0-3 anni) per un tempo limitato (sei mesi - un anno) necessario a trovare la sua collocazione definitiva (ritorno nella famiglia di origine/adozione).

La famiglia “ponte” è preparata e formata al distacco programmato con il bambino.

Cosa accade però se il tempo di permanenza del bimbo si prolunga sempre di più?

N., mamma affidataria di pronta accoglienza, ci racconta quanto le stia diventando difficile la sola idea di lasciare andare Stella.



Carissime MammeMatte,

eccomi qui (meglio tardi che mai!) a portare la mia esperienza di affidamento…

Sono N., ho lavorato circa 15 anni nell’ambito della tutela minorile.

Ad oggi, sono insegnante della scuola primaria, ma la mia propensione all’aiuto di minori in difficoltà è rimasta viva… ricopro infatti il ruolo di referente adozioni e minori in affidamento familiare nella mia istituzione scolastica e qualche tempo fa ho deciso di fare il salto e di passare dall’altra parte: ho affrontato il percorso per diventare affidataria ed in particolare per diventare “famiglia ponte” per bambini da zero a tre anni in attesa di collocazione definitiva.


Dal novembre 2020, ho accolto, insieme alla mia famiglia, la piccola Stella (nome di fantasia). Aveva 16 mesi quando sono andata a prenderla nella comunità dove si trovava. Era un giovedì, non l’avevo mai vista prima e l’ho portata via con me, incrociando le dita, contando sulla buona volontà, sulla mia formazione e sull'appoggio dei servizi e della mia rete di amiche/sorelle…


Ricordo che il viaggio verso casa è stato stranissimo: Stella mi ha guardato da subito con relativo sospetto, chiudendo gli occhi e sonnecchiando per gran parte del tempo e solo una volta arrivata a casa mi ha fatto un sorriso, come a dire : - dai, possiamo farcela! per poi sbafarsi una porzione gigantesca di pasta al pomodoro.


In effetti, le prime settimane sono state decisamente particolari rispetto al cibo: sembrava bulimica, mangiava qualunque cosa le venisse proposta, senza mostrarsi mai sazia e senza esprimere preferenze di gusto… Era completamente ipotonica, cominciava appena a gattonare, ricercava costantemente il contatto fisico, non parlava né aveva altro intento comunicativo esplicito (a parte il sorriso) e manifestava alcune assenze, per cui aveva una terapia farmacologica da seguire ed era stata sottoposta ad esami genetici ed approfondimenti clinici vari…

Eppure, da quel primo sorriso siamo partite in quarta, fidandoci reciprocamente l’una dell’altra. E posso dire con grande serenità che ne sono seguiti molti altri di sorrisi, uniti a piccole grandi conquiste quotidiane. E diciamo che ci facciamo anche belle risate, adesso! Stella, nel tempo, è migliorata tantissimo. Oggi cammina, corre, si arrampica, parlotta, si fa capire e comprende ogni messaggio. Adora i libri e gli animali, che siano da cortile o selvatici. Ha una predilezione per Peppa Pig, anche se ora Masha e Orso contendono alla maialina il primato che pareva essere indiscusso.


Di fatto, le indagini genetiche hanno rivelato un quadro complesso, che ha condizionato le decisioni del tribunale per i minorenni e l’abbinamento con una eventuale famiglia adottiva. La necessità di approfondimento sanitario, insieme alla famigerata pandemia, ha contribuito ad allungare decisamente i tempi. E così, sto vivendo questa situazione ibrida, in cui passano gli anni e l’idea del distacco, prima messo in conto e preventivato almeno a livello razionale, assume sfumature diverse e rappresenta motivo di preoccupazione…


Non so, ero così determinata ad essere risorsa come “ponte”, vantandomi anche un pochino - lo ammetto - della mia presunta capacità di lasciare andare, di saper operare con instancabile ed irremovibile spirito di servizio, al di là dell’indiscusso amore dato e ricevuto per il periodo in cui le nostre strade si sarebbero incrociate… Ma ora, dopo tutto questo tempo, le mie certezze vacillano e mi ritrovo con molti interrogativi e rimango in attesa di capire ciò che sarà meglio per lei per poi fare i conti anche con me stessa.

Insomma, ero partita con un progetto chiaro, a tempo determinato e relativamente breve, ed oggi invece mi ritrovo con le carte scompigliate, con la possibilità di proseguire ancora l’affido fino a data non meglio specificata, con tutto quello che comporta sul piano dell’organizzazione familiare, ma soprattutto emotiva: più passa il tempo più non sono più così sicura di essere brava a lasciare andare senza difficoltà. Ora, non credo più sia poi così facile interrompere un legame “materno” in modo del tutto indolore!

Nonostante io abbia piena fiducia nella capacità di abbinamento del Tribunale, mi chiedo se quando verrà il momento non sarò poi ipercritica nei confronti dei futuri genitori adottivi, soprattutto perché si tratta di una bimba con bisogni molto speciali, più fragile di altri… Mi domando se saprò accompagnarla con serenità, se saprò trasmettere fiducia ed entusiasmo per la sua nuova avventura…

In ogni caso, provo a far tesoro di queste mie incertezze che a volte si affacciano prepotenti e proseguo determinata in questa esperienza, provando a dare il meglio che posso con tutta l’umanità di cui sono capace e che per definizione è fatta di pregi e difetti.


Indubbiamente, Stella ha portato molta gioia nella mia vita ed in quella della mia famiglia per la sua semplicità, il suo buon umore costante, la determinazione sempre gioiosa dimostrata per ottenere traguardi che per altri bambini sarebbero stati assolutamente scontati..


In linea generale, quando ripenso a questa esperienza, provo un grande senso di gratitudine per ciò che ho potuto vivere e sto vivendo. E per tutto ciò che ho imparato: ho esercitato e imparato la pazienza, il gusto della conquista, la determinazione e la passione. Ho sperimentato la stanchezza, la frustrazione, ma anche la soddisfazione e la condivisione. Ho riconosciuto i miei limiti e le mie risorse, ho potuto esercitare l’empatia autentica e sperimentare un nuovo tipo di amore, ho avuto l’occasione di relativizzare le situazioni e a sospendere il giudizio e, soprattutto, ho imparato a concedere tempo e fiducia ad una bambina che aveva assoluto bisogno di entrambe le cose…


Insomma, chissà come andrà a finire con Stella mia, ma di certo la mia casa - con lei o dopo di lei- sarà di nuovo ed ancora aperta.


Ho scritto questa testimonianza senza un obiettivo preciso: non voglio convincere, né dissuadere nessuno. Ognuno ha il suo percorso da affrontare!

Ma mi faceva piacere condividere la mia esperienza, senza troppa retorica. Perché non mi appartiene tanto, soprattutto per il retaggio da operatore (che ahimé rimane latente)!

Sono stata anche molto fortunata, devo ammetterlo: l’incontro di anime tra me Stella è avvenuto e non è così scontato, i rapporti con la sua famiglia sono sempre stati corretti e rispettosi, gli operatori sono sempre stati presenti ed attenti ed ho avuto una rete di supporto imbattibile… Tutti ingredienti che sono fondamentali per la riuscita di un affidamento.


Oh cavoli, ora devo interrompere: devo andare a recuperare Stella all’asilo!


A presto, e grazie mille per il lavoro che fate”

N., una MammaMattaDiProntAccoglienza


lunedì 20 giugno 2022

APPELLO AFFIDO: SOS genitori affidatari, single e in coppia etero e omosessuale

 APPELLO Affido 20.06.2022




APPELLO AFFIDO

Aperto a: genitori affidatari in coppia etero, OMOSESSUALE, SINGLE

Territorio di riferimento: solo Lazio e regioni limitrofe

Per info scrivi a: karin@affidiamoci.com

o Telefona al 339/8322065



Remo è un ragazzino socievole, vivace, anche molto dolce e affettuoso, e rispettoso delle regole dettate dagli adulti di riferimento. Di certo in lui si trovano tracce di una infanzia traumatica, di maltrattamenti subiti nei suoi tredici anni di vita in famiglia. Gli educatori della comunità spesso si trovano a doverlo distogliere dal seguire le cosìddette “cattive compagnie” dalle quali il ragazzino con facilità si lascerebbe influenzare. Ecco perché per Remo sarebbe più che mai necessario, soprattutto a questa età, trovare figure di riferimento che lo guidino.

Da alcuni mesi Remo sta seguendo un percorso di terapia per essere sostenuto nella rielaborazione di un ultimo episodio abbandonico, l’interruzione di un inserimento in una famiglia affidataria.

Remo sta reagendo al meglio e questo si rispecchia anche nell’ottimo rendimento scolastico con cui è riuscito comunque a terminare l’anno.


M’aMa, su mandato del Tribunale cerca, nel Lazio e regioni limitrofe, genitori affidatari in coppia (etero e omosessuale) o persone singole, opportunamente formati dai servizi competenti e disponibili ad accogliere in affido sine die Remo garantendo il mantenimento del legame con la sorella.




Ciascun APPELLO Affido e Adozione è pubblicato nel rispetto della privacy del minore: non riporta dati anagrafici nè eventuali specifiche sulle patologie presenti.

Precisiamo che AFFIDIamoci (progetto di M’aMa-Dalla Parte dei Bambini), nel divulgare gli Appelli Affido e Adozione, è solo un tramite tra famiglia accogliente e i Servizi sociali che si occupano del minore, pertanto l’eventuale abbinamento sarà deciso solo da questi ultimi.

mercoledì 15 giugno 2022

Storie di amore e bambini in affido familiare: “Questo i bambini non se lo meritano. E noi neanche”

 



A. e T., genitori affidatari come tanti, affaticati e impegnati come tanti, davanti alle testimonianze dei minori “resi” sospendono ogni giudizio su bimbo e famiglia e si chiedono perché l’istituto dell’Affido, di una potenza inaudita, debba essere ridotto ad un “io speriamo che me la cavo”.



Care Karin ed Emilia,

vi seguiamo e abbiamo letto l’articolo di N., ‘restituito’ a 16 anni. Ancora di più dell’articolo ci hanno colpito i commenti delle varie famiglie affidatarie e di quelle parole che fanno un eco di solitudine, amarezza, sconforto, amarezza e delusione. Un eco che rimbomba spesso anche in tutte quelle parole che anche noi non pronunciamo per scelta. Perché per rispetto del minore o della sua famiglia non ci permettiamo lo sconforto, non ci concediamo il lusso della sconfitta, di dare sfogo a quel senso di impotenza e di rabbia che diventa un fedele, quanto sgradito, compagno di viaggio.

In Italia dell’affido nessuno sa niente, a livello sociale è bizzarro, curioso, a volte anche bislacco.

Perché mai questa famiglia si sarà andata a ficcare in questo casino di proposito, saranno dei sadici? La situazione che ti viene proposta nasconde quasi sempre il buon 75% della verità, a mano a mano che ti ci addentri scopri eventi che ti sconcertano ma tu non ti puoi sconcertare.
La scuola non è pronta, non è formata, non è preparata: 'lei è …? La prende lei la bambina?'. I servizi poi sono la parte forse più disarmante.


In 15 mesi noi siamo stati psicologi, sociologi, educatori, psichiatri, sponsor, pediatri, nutrizionisti, consulenti, avvocati, factotum, sciamani.

Loro? Aperti dalle 9 alle 16, week end esclusi e festività esclusi.
Nelle Emergenze poi? ‘Chiamate i carabinieri ma sappiate che poi non si può tornare indietro’.

Grazie del consiglio prezioso, come faremmo senza di voi!


Tutto questo per dire che l’affido in Italia va raccontato,
spiegato, condiviso, INSEGNATO. Tocca vite che non saranno mai più le stesse di prima, disegna linee spazio-temporali che nessuno aveva previsto, disegna nuove costellazioni, riscrive libri di piccole e grandi storie, stringe patti di sangue indissolubili in cui il sangue non c’entra.
Ma è un istituto totalmente fuori controllo, uno strumento di una potenza inaudita ridotto a ‘io speriamo che me la cavo’.


E questo i bambini non se lo meritano.

E noi neanche.

Con affetto e ammirazione”

A. e T, Una FamigliaMatta


martedì 7 giugno 2022

APPELLO ADOZIONE: SOS coppie adottive, affidatarie omosessuali ed etero, persone singole

 APPELLO Adozione 06.06.2022




APPELLO ADOZIONE

Aperto a: coppie adottive o genitori affidatari in coppia etero, OMOSESSUALE, PERSONE SINGOLE disponibili all’adozione

Territorio di riferimento: tutta Italia

Per info scrivi a: karin@affidiamoci.com

o Telefona al 339/8322065



La piccola Benedetta ha quasi quattro anni e vive in comunità da quando aveva appena dieci giorni.

Benedetta ha un ritardo globale dello sviluppo, fa da sempre psicomotricità e da, qualche tempo, logopedia. Comincia ora a fare i primi passi, dice qualche parolina e mangia solo se il cibo viene fatto a piccoli pezzettini...ma in questo modo mangia tutto e di gusto!

Gli operatori della casa famiglia riferiscono che è una bimba socievole che ama giocare con gli altri bimbi ed essere coccolata e sbaciucchiata dagli adulti di riferimento.

Ad oggi sono state effettuate varie indagini genetiche a causa delle sue peculiarità fisiche ma non è emersa alcuna sindrome genetica.

Per lei cerchiamo due genitori che credano in lei e che la amino per sempre a prescindere.


M’aMa, su mandato del Tribunale cerca, in tutta Italia, una coppia adottiva e genitori affidatari (coppie etero, omosessuali o single) purché opportunamente formati dai servizi competenti e disponibili ad una eventuale adozione.



Ciascun APPELLO Affido e Adozione è pubblicato nel rispetto della privacy del minore: non riporta dati anagrafici nè eventuali specifiche sulle patologie presenti.

Precisiamo che AFFIDIamoci (progetto di M’aMa-Dalla Parte dei Bambini), nel divulgare gli Appelli Affido e Adozione, è solo un tramite tra famiglia accogliente e i Servizi sociali che si occupano del minore, pertanto l’eventuale abbinamento sarà deciso solo da questi ultimi.

venerdì 3 giugno 2022

Storie di amore e bambini in affido familiare: “Reso dopo 10 anni perché gli affidatari non ne possono più”.

 



Melissa è una mamma affidataria ed è anche un’educatrice residenziale di minori che ha assistito e lavorato con ragazzi in affido restituiti e riportati in comunità dopo anni di vita in famiglia, proprio come è successo a N.


Care MammeMatte,

come promesso, sono a cercare di scrivervi in breve un ‘caso’ di affido restituito e vi parlo come educatrice della Comunità che lo ha accolto. Lo chiameremo N.

N. è arrivato da noi un anno fa circa, età 16 anni, con uno zaino, i genitori affidatari, l'assistente sociale.

Ci viene presentato come un ragazzino problematico (1.80 cm di altezza il ragazzino), non autosufficiente nelle sue funzioni corporali, dipendente da cellulare, asociale, a tratti aggressivo. Viene ‘reso’ dopo 10 anni di affido in famiglia perchè i genitori affidatari (cito testualmente) ‘non ne possono più, non sanno gestirlo più’.

E se ne vanno tutti. Non un decreto, non una diagnosi, non un progetto quadro...Niente.

Lui spaesato, a tratti assente, sporco, col cellulare in mano, sembra quasi che la faccenda non lo riguardi.

Non è stato neanche difficile conquistare la sua fiducia e si è rivelato molto diverso da quanto ci avevano presentato.

Sull'igiene personale ancora ci lavoriamo ma la doccia ogni due giorni se la fa, riordina la sua stanza una volta la settimana e soprattutto, non ha mai usato il pannolone.

Frequenta la scuola, ultimo anno, socializza poco con gli altri ma quando lo fa partecipa ai laboratori e ai progetti, sempre col cellulare in mano certo ma ha ridotto i tempi in cui lo usa. Che, detto per inciso, lo usa per guardare serie TV o giocare al Fantacalcio con gli altri ragazzi più grandi per cui, una forma di socializzazione c'è a ben guardare.

In questo anno N. ha fatto tanta strada. Vede i genitori affidatari una volta al mese e una volta al mese vede anche la madre (psichiatrica, con amministratore di sostegno), il padre non l’ha mai conosciuto.

Adesso ci interroghiamo sul suo futuro, tra poco avrà 18 anni e dovrebbe lasciare la Comunità ma chiederemo a gran voce un proseguimento amministrativo fino ai 21 anni dato che è stato inserito in un Progetto Autonomia ed è ancora lontano dal raggiungere i requisiti minimi. Intanto svolge un tirocinio scolastico con buoni risultati.

Questa è la storia.

Non voglio entrare nel merito di certe decisioni prese, soprattutto dopo 10 anni di affido...Posso dire però che la famiglia è stata lasciata SOLA, come troppo spesso accade con le famiglie affidatarie. E a volte queste famiglie sono scelte un pò ‘a caso’, perdonami Karin, perchè troppe volte si scopre essere inadeguate, senza strumenti, in alto mare nella gestione di certe dinamiche comportamentali.

E i ragazzi in affido pagano un prezzo altissimo”. 

Una MammaMatta (ed educatrice di comunità)



sabato 28 maggio 2022

Storie di amore e bambini in affido familiare: “I nostri bimbi devono vivere serenamente il loro pezzetto di vita, anche se breve"

 


Sono passati pochi giorni da quando la piccola L. ha raggiunto la sua nonna in cielo e il ritorno alla quotidianità fa sentire ancora più la sua Assenza.

In tutto questo dolore, però, la sua MammaMatta è sempre più convinta che “Accogliere sia sapere anche lasciare andare”.


Accogliere significa anche saper lasciare andare...questo in varie forme...la più importante è quella dell'affido, al fine di riuscire a riunire una famiglia d'origine che, per un pezzetto di strada, ha avuto bisogno di un'altra famiglia che si prendesse cura dei propri figli; poi c'è un lasciar andare che un genitore, sia biologico, affidatario o adottivo, non vorrebbe mai dover affrontare nella propria vita ma purtroppo va messo in conto, e la cronaca di tutti i giorni ce lo dimostra, purtroppo.


Quando abbiamo risposto all'Appello della nostra piccola bimba grande sapevamo che aveva delle patologie invalidanti e pericolose, ogni volta che entrava in sala operatoria e ne usciva pimpante come se nulla fosse, ringraziavamo che avesse tutta quella forza e caparbietà ma ogni volta rischiavamo di doverla salutare.


Certamente eravamo consapevoli che non sarebbe vissuta fino a 40 anni, ma non ci aspettavamo nemmeno di perderla così piccola.


Tutti ci dicono che le abbiamo donato 3 anni di amore e noi ripetiamo che lei li ha donati a noi.


Lasciar andare non è un gesto facile, è più difficile dell'accogliere, ma in ogni caso va messo in primo piano il bene del bambino e mai, dico mai, quello dei genitori, perché diventerebbe un atto di puro egoismo.


E c'è chi si domanderà, ma perché avete adottato una bambina con bisogni speciali, sapendo che potevate andare incontro a tutto questo? Perché sì, perché almeno non è stata sola nell'affrontare questi pochi anni di vita, e non è stata sola nel suo fine vita e, perché, la malattia, purtroppo, non ti presenta il conto in anticipo...può arrivare in qualsiasi momento nella vita di ognuno di noi, grandi o piccoli che siamo, e possiamo essere i più combattenti del mondo, ma contro alcuni mali non c'è vittoria.


I nostri bimbi hanno bisogno di vivere il loro pezzetto di vita, anche se a volte troppo breve, in serenità e circondati da affetto e cura.


Appena ci sentiremo pronti riprenderemo la nostra mission mammematte in Emilia Romagna, lo faremo per tutti i bimbi come la nostra, che non devono essere dimenticati e lasciati nei cassetti dei tribunali.

Un abbraccio

Orgogliosamente MammaMatta”.