martedì 25 novembre 2014

Come accogliere un bimbo in Affido: i primi passi


E quindi? Ora che hai capito - o pensi di aver capito! - di volere incontrare chi sarà il tuo piccolo/grande compagno di viaggio per un tratto o, forse, per sempre…Che cosa devi fare perché accada? Quali sono i primi passi che un SINGLE O UNA COPPIA ETERO O OMOSESSUALE devono compiere per accogliere un minore in Affido?

Dove devi andare? A chi rivolgerti? A chi fare la domanda (sempre che ci sia una domanda da fare)?


Le tappe sono di solito le stesse, anche se il tempo e le modalità variano da Comune a Comune.

C’è, infatti, chi si lamenta di aver fatto un percorso troppo lungo, chi invece si lamenta di aver fatto a malapena un solo incontro al termine del quale è stato immediatamente inserito nella banca dati delle famiglie affidatarie.

C’è poi chi, senza averne ancora iniziato uno, rimane bloccato alla ricerca di uno disponibile perché pare che al proprio Comune non ne organizzino nessuno (Beh dovessi essere tra questi ultimi scrivimi pure a karin@affidiamoci.com e cercherò di aiutarti).

E ora andiamo al dunque. Iniziamo con qualche indicazione base:


  • Innanzitutto, come passo zero, irrompi nell’ufficio dei Servizi Sociali del tuo Comune di residenza (o per essere meno invasivo, chiama) per chiedere informazioni su quando inizia il primo percorso formativo sull'Affido;

  • Se i tuoi Servizi sociali non avessero nel loro calendario la programmazione di un percorso, puoi chiedere informazioni ai Servizi sociali dei tuoi Comuni limitrofi (o scrivimi pure a karin@affidiamoci.com);

  • Una volta trovato dove farlo (la durata e la modalità del percorso varia sempre da Comune a Comune) piano piano (o veloce veloce) arriverai alla visita domiciliare. Gli operatori, infatti, verranno a visitare la tua abitazione per ritenerla idonea o meno ad accogliere un minore. Non sempre la visita domiciliare è inclusa nel percorso formativo, in alcuni Comuni è prevista solo in prossimità dell’abbinamento con un minore;

  • Al termine di tutto il percorso, nella maggioranza dei casi, ai neoaffidatari non è rilasciata alcuna documentazione scritta, il più delle volte segue solo un colloquio di restituzione nel quale ti sarà dato un feedback del percorso fatto e la conferma (o meno) di essere stato inserito come famiglia affidataria nel database territoriale;

  • OK ora, se tutto è andato come doveva andare, sei giunto al traguardo! Sei arrivato. Non so quanti mesi (o ore) siano passate dall’inizio del tuo percorso ma adesso...adesso comincia...la tua ATTESA!

  • Un’attesa di abbinamento che non puoi assolutamente passare seduto in panciolle: rarissimamente il servizio che ti ha formato ti chiama per un abbinamento, rarissimamente è quello giusto...Quindi: devi immergerti più che puoi nella realtà dell’affido contattando associazioni del Terzo settore, entrando in rete con famiglie affidatarie, contattando altri servizi sociali (anche extra regione) per renderti disponibile all’accoglienza.


Al traguardo sono certa che arriverai consapevole di essere pronto per l’Affido (o di non esserlo) e questo grazie al lavoro dei professionisti che hai incontrato e agli affidatari, single e in coppia, conosciuti durante il cammino. Adesso sta anche a te, non solo al lavoro delle Istituzioni!


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