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domenica 25 gennaio 2015

A.A.A. cercasi operatori competenti in Affido



E’ iniziato il 2015 e, anche se con un pò di ritardo…Auguri!!!

Ti auguro un anno in cui Affidarti alla Solidarietà – e non al pietismo -  all’Amore –e non al possesso.

Sono felice di aver ricevuto email di auguri, lettere di buoni propositi e carte astrali anche se, a malincuore, ho dovuto registrare un aumento delle lamentele sull’inadeguatezza degli operatori che supportano il percorso dell’Affido.

Non posso ancora credere ai miei occhi: se per anni mi sono ritrovata tra le mani solo e sempre denunce sulla tale inefficienza, piuttosto che su quel vizio di forma sui genitori single, o sui tempi di Affido non rispettati… ora sono costretta a leggere di casi dettagliatissimi in cui il singolo operatore, negligente, vanifica o addirittura complica l’interazione tra gli attori principali dell’Affido.

Un singolo e spaurito e anonimo operatore che guadagna tutto questo significato non tanto in positivo (come ci si auspicherebbe e come il suo ruolo richiederebbe) quanto in termini negativissimi.

Purtroppo oggi competenza e specializzazione non sono garantiti. Con le vostre email siete stati fin troppo dettagliati nel descrivere le gravi mancanze avvenute soprattutto durante l’incontro con la famiglia di origine del vostro piccolo.

Invito tutti quanti siano vittima di queste situazioni (genitori single o in coppia) a denunciarle: da questo dipende l’equilibrio del minore, come un sano rapporto tra le due famiglie di appartenenza più che mai necessario al buon esito dell’Affido.



Lo scorso 15 maggio 2014, a Pompei, ho partecipato ad un Convegno Nazionale di Studi nel quale è stato presentato un documento (www.affidofamiliare.it) nato dal confronto tra Operatori ed Esperti di Affido Familiare.

Tra i vari argomenti: l’introduzione dell’obbligo della supervisione degli operatori.

Finalmente un tema che sta a cuore a molte persone: genitori affidatari e naturali (single o in coppia), e minori in Affido. Sono, infatti, ancora troppe le segnalazioni sull’inesperienza e l’inadeguatezza degli operatori, specie di quelli che accompagnano l’incontro tra le due famiglie del piccolo.  

Ora più che mai, quindi, è importante che se dovessero essere finalmente tracciati dei parametri nazionali sull’Affido, questi riguardino anche, e soprattutto, la formazione e i requisiti degli operatori. 

Quella di Maria (nome di fantasia, mamma affidataria single di J., 5 anni) è una delle tante testimonianze. Maria, proprio durante quelli che dovrebbero essere, per l’appunto, “incontri protetti”, è oggetto di continue ingiurie da parte dei genitori naturali di J.: “L’operatore sta lì senza batter ciglio anzi, più di una volta l’ho sorpreso a scambiarsi sguardi complici con la mamma di J. Io non me la prendo con questa donna, perché so i problemi che ha e il dolore che prova, me la prendo con l’operatore incaricato di mediare il nostro incontro, perché l’odio che raggiunge noi affidatari fa male e confonde innanzitutto il nostro piccolo in Affido”.

Come dar torto a Maria? Da quegli incontri dipende la serenità del bambino come quella del rapporto con la sua famiglia naturale.

Maria è una mamma affidataria single e ha deciso di denunciare… non oso immaginare quante mamme o papà naturali abbiano paura di farlo.

Tra l’altro non dobbiamo dimenticare che gli operatori hanno anche la responsabilità di stendere relazioni per i servizi sociali nell’ottica di individuare percorsi di recupero del bambino e della famiglia naturale. 

A questo punto non solo è più che mai necessaria una loro supervisione psicoemotiva (finalizzata alla gestione delle dinamiche transferali e controtransferali, anche per evitare il pericolo del burnout), ma anche una tecnica sugli aspetti sociali, giuridici e giudiziari.

“Oggi purtroppo questa buona prassi è scarsamente diffusa, sia per la mancanza di una adeguata “cultura della supervisione” che per l’assenza di specifici obblighi normativi (solo le Marche e la Lombardia ne prevedono l'obbligatorietà)” (da Case Famiglia e Comunità Educative: criteri e modalità per scelte a misura di bambino, Federazione Progetto Famiglia Onlus, 2014).

Dunque - per Te (genitore single o in coppia), il tuo piccolo e i suoi genitori naturali - se hai un vissuto difficile con gli operatori, denuncialo ai Servizi Sociali. Non aver timore di fare questo passo perché le conseguenze che stai pagando sono già troppo gravi per essere taciute.

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