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venerdì 19 giugno 2015

Affido familiare: E se il tuo piccolo è troppo "compiacente"?

                                    by Kinnt
Sono proprio le mamme single affidatarie a individuare, spesso per prime, un comportamento “troppo remissivo” del piccolo in affido familiare.

Un atteggiamento che comunemente, ai genitori affidatari e non,  può passare inosservato o, addirittura, motivo di approvazione.

Invece è un sintomo della paura di abbandono.

Vediamo come puoi aiutare il piccolo a superarlo.

Immagino ormai tu sappia che, la doppia appartenenza del piccolo nella sua esperienza di affido familiare, susciti in lui sentimenti contrastanti: rabbia, senso di colpa, diffidenza, compiacenza.

Insomma: si sente di essere un figlio a metà, e come tale è disorientato, impaurito.

Così, per timore che tu non lo voglia accettare, soddisfa ogni tua aspettativa mostrandosi come “il bambino perfetto”, diligente, buono e servizievole.

Sicuro di doversi guadagnare il tuo amore, mette in atto un estremo tentativo di iper-adattamento.

Incatenato in questa situazione lo vedrai vivere nel costante timore di combinare guai, lasciandosi andare alla frustrazione e all’angoscia se dovesse malauguratamente incorrere in qualche errore.

E se dovesse succedere cercherà di nasconderlo mentendo: preferirà le bugie alla paura di essere ripudiato e respinto.

A questo punto cosa puoi fare -specie se sei tra le mamme single affidatarie- se ti scontri con questo atteggiamento durante il tuo affido familiare?


Innanzitutto sii consapevole di questo suo comportamento. 

Con gli occhi dell’amore e della tenerezza osserva il tuo piccolo: non è così “perfettino” e conciliante come vuole sembrare.

La sua è solo una maschera, funzionale a farlo sentire più sicuro: quindi abbi cura di fargliela scivolare via piano piano, senza traumi.  

Con tanta pazienza aiutalo a capire che il tuo amore è incondizionato e lo accetti per quello che è.

Lo ami quando fa una marachella, come quando porta un buon voto da scuola.  

Fallo sentire a proprio agio qualsiasi cosa faccia e forte del legame con te.

Uno strumento da utilizzare è il gioco (individuale o di gruppo) attraverso cui può esprimere liberamente le sue paure e frustrazioni.

Oppure puoi ricorrere al disegno, all’uso dei colori, come alle costruzioni.

Anche le favole raccontate (o inventate) da lui possono essere strategiche.  


E devo dire, per esperienza, che i genitori affidatari sono bravissimi a dar voce alle emozioni del proprio piccolo, e a far sì che lui stesso impari a farlo.  

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