M'aMa-Dalla Parte dei Bambini

Per Contattarmi:



Scrivimi a karin@affidiamoci.com o chiamami al 339/8322065
Sarò felice di darti tutte le informazioni e l'ascolto che meriti!

mercoledì 5 agosto 2015

Bambini in affido fino al 18esimo anno di età. E dopo?

bambini in affido vivono con Te per anni, o anche per sempre.

L’affido familiare, infatti, può prolungarsi di anno in anno (affidamenti a lungo termine) senza trasformarsi in adozione nazionale.

Spesso quindi succede che il tuo piccolo arrivi a spegnere con Te la candelina del suo 18esimo compleanno.

A quel punto cosa accade?

Come cambia il vostro rapporto dal punto di vista burocratico?

Continuerai a essere considerata come la sua mamma affidataria?

Avrai ancora il sostegno (anche economico) da parte dell’Amministrazione comunale?

Secondo le statistiche, nella maggior parte dei casi, il Tribunale dei Minori, sempre “nell’interesse” dei bambini in affido, prolunga gli anni fino a un minimo di quattro (art. 4, commi 5 e 6 L. 149/2001), senza per questo trasformare il percorso in adozione nazionale.

La legislazione assicura al minore il diritto di crescere in una famiglia (legge n. 184/1983) fintanto che non sia diventato maggiorenne.

Ma…dopo il 18esimo anno…drasticamente tutto giunge al termine!

L’affido familiare scade, come fosse uno yogurt.

Puntuali, gli enti locali, addirittura un mese prima dal compleanno del minore, con poche righe, si affrettano ad annunciarTi l’interruzione del loro impegno.

Da quel momento non riceverai più “l’erogazione del contributo economico e il relativo contratto di assicurazione a favore del minore”.

Per la Legge italiana, quindi, al raggiungimento della maggiore età corrisponde inequivocabilmente, e necessariamente, l’autonomia (anche economica!) dei bambini in affido.

Quest’assoluta certezza dei Comuni –mai accompagnata da verifiche sul campo- li autorizza ad abbandonare Te (genitore affidatario) e il tuo neo maggiorenne.

Quello stesso neo maggiorenne cui è stato riconosciuto un vissuto di abbandono familiare -strattonato da una famiglia affidataria all’altra- e che, quasi certamente, non è possidente di alcunché se non di un attestato scolastico (sempre che sia riuscito a prenderlo).

Ebbene, proprio a quel giovane – sempre che il rientro in famiglia di origine non gli sia possibile- dopo i 18 anni, resta solo la speranza che Tu voglia continuare ad accoglierlo (senza poter parlare ancora di adozione nazionale, fatta eccezione per alcuni casi).

Le statistiche, infatti, denunciano un numero altissimo di ragazzi dimenticati a se stessi: su 3200 che ogni anno escono dai percorsi di accoglienza (comunità, famiglie affidatarie…), almeno 2000 non rientra nella famiglia di origine.


Forse è ora che gli enti locali decidano di protrarre l’affido familiare almeno fino al ventunesimo anno di età dei bambini in affido, agevolando il loro inserimento sociale.

O forse sarebbe, in alcuni casi, sarebbe meglio che valutassero con più attenzione il singolo vissuto del minore, anche solo per decretarne un procedimento di adozione nazionale.

Altrimenti l’affido familiare rischia di diventare solo un parcheggio per bimbi meno fortunati.

Nessun commento:

Posta un commento