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domenica 20 dicembre 2015

Disagi nei bambini in affido familiare e in adozione nazionale

  

Dopo aver accennato a quelli che potrebbero essere i sintomi di disagio comuni a tutti i bimbi - e quindi anche ai bambini in affido familiare o in adozione nazionale (e internazionale) - vediamo quelli che potrebbero richiedere da parte Tua una maggiore attenzione.

La scuola è l’ambito dove prevalentemente il tuo piccolo potrebbe manifestarli.

I comportamenti adottati dai bambini per esprimere rabbia, paura, inadeguatezza… sono tanti e diversi.

A cominciare dalla mancanza di entusiasmo ad andare a scuola!

E’ facile, infatti, che il tuo piccolo, la mattina cerchi di escogitare tutti i sistemi per raggiungere il suo obiettivo: dal pianto disperato ai falsi malesseri.

Un comportamento così, specie se reiterato, va ascoltato e accolto.

In realtà tutti i comportamenti vanno ascoltati e accolti: personalmente credo poco all’utilità di catalogarli come inutili capricci.

Trovo molto più proficuo invitare l’adulto a una lettura attenta dei “segnali” che il bambino manda nell’unico modo che conosce (fosse anche quello insopportabile del pianto, delle urla…).

Comunque, una volta riuscito a portare il tuo piccolo a scuola…sappi che i problemi non è detto finiscano qui!

Infatti, non è per niente scontato che socializzi e faccia amicizie con facilità, anzi.

Soprattutto i bambini in affido familiare e in adozione nazionale (e internazionale), appaiono eccessivamente passivi, isolati.

Se poi dovessero aggiungersi comportamenti aggressivi reiterati verso i compagni (o addirittura nei tuoi confronti), allora puoi prendere in esame di consultare un esperto.

Anche farsi spesso male, essere vittima di continui incidenti e infortuni (cadendo una volta dalla bicicletta, piuttosto che sbattendo allo stipite della porta…) può essere – anche se non sempre - indice di qualcosa che non va: generalmente significa scarsa consapevolezza di sé.

In questo caso potrebbe essere utile fargli fare psicomotricità o atletica o qualsiasi altro sport dove sia importante la coordinazione.

Altro termometro del benessere del tuo piccolo sono i suoi disegni che rappresentano, per eccellenza, un modo per esprimere ciò che non riesce a comunicare a parole.

Significativi sono quelli in cui omette di rappresentare se stesso o riporta particolari del corpo distorti.

E poi arriviamo al quotidiano tono dell’umore, che va tenuto d’occhio soprattutto nei bambini in affido familiare e in adozione nazionale.

Se il tuo piccolo è sempre triste, o ha reazioni contraddittorie o un’alternanza di comportamenti contrapposti (es. ti cerca, ti va incontro per poi alla fine rifiutarti), o ancora cambia improvvisamente atteggiamento (dalla gioia passa a crisi di rabbia per motivi banali) …sarebbe preferibile consultare un esperto.

Ricapitolando:

Ogni atteggiamento segnalato fino ad ora fa caso a se stante, e deve essere assolutamente contestualizzato nel vissuto del piccolo.

Sia si tratti di una difficoltà relazionale, o di concentrazione, o di apprendimento, con l’aiuto dell’insegnante puoi tentare di capirne l’origine: se cognitiva o affettiva.

Per quanto particolare, non necessariamente sarà sintomo di una patologia.

Se però dovesse cronicizzarsi allora scegli pure un esperto con cui confrontarti (non da cui necessariamente portare il piccolo!).


Se invece è un atteggiamento isolato, osservalo e accoglilo senza liquidarlo sbrigativamente come “capriccio”: questo sarà utile a te – per conoscere meglio il tuo piccolo – e a lui, soprattutto se è uno dei bambini in affido familiare o in adozione nazionale (e internazionale).

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