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mercoledì 9 dicembre 2015

Segnali di disagio nei bambini in affido familiare o in adozione nazionale


Come leggere alcuni comportamenti dei bambini in affido familiare o in adozione nazionale (e internazionale)?

Come riconoscere un eventuale disagio?

Come affrontarlo?

Naturalmente è facile immaginare che tuo figlio – proprio perché in affido o in adozione – viva, più di altri, alcune difficoltà (come l’ansia d’abbandono, o il trauma della doppia appartenenza).

Ciononostante il più delle volte si tratta di disagi comuni anche ai suoi coetanei: vediamo come riconoscerli e affrontarli.

-        - Difficoltà nel sonno:

Problematica frequente in tutti i piccoli, non solo nei bambini in affido familiare o in adozione nazionale (e internazionale).

Se il tuo piccolo - soprattutto nella fase di attaccamento – non riesce facilmente ad addormentarsi, forse ha paura di perderti o di perdere il controllo della (nuova) situazione.

Se invece ha paura di dormire da solo, innanzitutto chiediti quale bambino non l’abbia mai avuta!  

In ogni caso, cosa puoi fare? Per un certo periodo puoi farlo dormire con te per poi passare, gradualmente, ad addormentarlo nel suo letto standogli accanto.

Anche i sogni agitati possono essere frequenti nei bambini.

Se il tuo piccolo fa un incubo, accoglilo in un abbraccio rassicurante, parlandogli con voce bassa e dolce.

Se questi episodi dovessero diventare frequenti, cerca di capire se possano ricondursi a esperienze stressanti vissute durante la giornata: fosse così, evita di fargliele vivere nuovamente.

Preventivamente puoi provare a rilassarlo creando dei rituali da proporgli la sera prima di andare a dormire: una fiaba, un bagnetto caldo… Oppure puoi farlo dormire con il suo pupazzo preferito, o lasciandogli una luce accesa in cameretta.

-        -  Difficoltà nell’alimentazione:

Che tuo figlio sia vorace, o inappetente, o selettivo nella scelta dei cibi, l’importante è che tu mantenga salda la pazienza. 

Fa in modo che non diventi un problema per te, altrimenti lo potrebbe diventare seriamente per lui. 

Infatti, il cibo ha una valenza affettiva molto forte, quindi il rapporto con esso deve essere il più rilassato possibile: niente forzature, niente guerre…relax! 

Evita quindi di fare errori come usare il cibo per ricattarlo, potrebbe essere pericoloso. 

Una fase alimentare discontinua è fisiologica in tutti i piccoli, non solo nei bambini in affido familiare o in adozione nazionale. 

Pertanto limitati a mangiare spesso insieme con lui (magari senza troppe distrazioni come televisione, giochi ecc.), trasformando questo momento in uno degli appuntamenti più piacevoli della giornata.
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    - Difficoltà a trattenere la pipì:

Un altro problema comune a tutti i bimbi. Certo è che, nei bambini in affido familiare o in adozione nazionale, potrebbe essere letto anche come un modo per esprimere la propria rabbia (emozione frequente in loro).

Inutile sgridarlo, si sentirebbe solo umiliato; inutile anche svegliarlo in piena notte per fargli fare pipì.

Probabilmente puoi aiutarlo facendogli fare pipì poco prima di coricarsi e al contempo facendolo bere poco.

Questi i problemi comuni a tutti i bimbi, da osservare con occhio un po’ più vigile se si tratta di bambini in affido familiare o in adozione nazionale (e internazionale).

Se, comunque, si manifestano entro i cinque-sei anni di età e non si cronicizzano, non vanno drammatizzati.

Il piccolo che hai preso in affido familiare o in adozione, è un bambino come tutti gli altri bimbi, né più né meno.

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