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mercoledì 27 gennaio 2016

Affido familiare: la Legge Cirinnà




Sperando che, con il disegno di legge Cirinnà, qualcosa possa cambiare anche nell’affido familiare, sono più che mai convinta che, in sede di discussione, non sia necessario fare appello alla tolleranza o all’accettazione della diversità, ma solo al naturale rispetto dei “diritti civili”.

Così come recita l’art.3 della nostra Costituzione: “Tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”.

Affidiamoci non ha etichette, è un movimento laico sull’affido familiare che crede che l’Amore abbia la stessa forma per chiunque lo doni o riceva, indipendentemente dal sesso.

“Affidiamoci” è per il diritto dei bambini, non per il diritto ad avere bambini (per quanto l’uno possa non escludere l’altro).

Opposti integralismi - dal clericale Family day, all’anticlericale manifestazione delle famiglie arcobaleno – possono rivelarsi pericolosamente provocatori.

Prende quindi le distanze da un inutile scontro tra laici e cattolici.

Impossibile trovare oggi etichette adatte a fotografare l’eterogeneità della società attuale con le sue proposte di unioni civili, figli in provetta, stepchild adoption e affido rinforzato!

Le cose negli ultimi trent’anni sono cambiate. E anche in meglio.

Occorre solo prenderne atto.

Basti pensare che, infatti, dalla prima legge sull'affido familiare nel 1983) – modificata nel 2001 – oggi siamo arrivati al Diritto della Continuità d'affetti con la L. 173/15.

Così, da pochi mesi, nell’affido familiare, bambini e genitori affidatari sono finalmente tutelati nel mantenimento del loro rapporto.

Un passo ulteriore nel rispetto del diritto di ogni bambino ad avere una famiglia.

Ma di che tipo di famiglia ha diritto il bambino? Si chiedono dall’alto.

Tradizionale, omosessuale, single? 

Il ventaglio di scelta è ampio, in maniera ufficiosa.

Ristretto ufficialmente.

Ufficialmente i single non possono adottare e, al momento, in Italia non è previsto alcun riconoscimento giuridico per le coppie dello stesso sesso: gay, lesbiche, bisessuali, transessuali non posso accedere ad un mutuo agevolato per mettere su casa come fanno le coppie etero; in caso di ricovero uno dei due, l’altro non può prendere decisioni o avere informazioni dai medici; per non parlare di pensioni, contratti, eredità…

Una esistenza e una genitorialità sotterranea che penalizza non solo gli adulti (omo) ma, e soprattutto, i bambini parcheggiati nelle comunità in attesa di essere amati.

L’amore ha forse un sesso?

Forse un single o una coppia omossessuale non può dare affetto a un figlio?

Un single (gay) è ritenuto in grado di prendere in affido familiare un bimbo ma non di adottarlo: genitore a tempo sì, per sempre no?
Prendo in prestito l’affermazione della presidentessa dell’Arcigay di Cosenza Lavinia Durantini: “L’amore è uguale ad ogni altro amore e come tale comporta diritti e doveri”.

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