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sabato 21 maggio 2016

Cassazione: obbligo all'ascolto del minore nell'affido familiare e nell'adozione nazionale


L’obbligo all’ascolto del minore, per la Cassazione, c'è in tutti i procedimenti che lo riguardano: dall’adozione nazionale/internazionale, all’affido familiare.

Il minore ha il diritto di esprimere le proprie opinioni, esigenze, volontà, riflessioni, ancor più se sono in ballo il suo futuro e i suoi punti di riferimento.

Proprio pochi giorni fa, con la sentenza n. 9780 del 12 maggio 2016, la prima sezione civile della Corte di Cassazione lo ha ribadito ancora una volta.   

In realtà si tratta di un principio già consolidato nella stessa Cassazione, ritenuto necessario ai sensi dell’art. 6, convenzione di Strasburgo 25 gennaio 1996, ratificata con la legge 20 marzo 2003, n. 77.

E ancora, nell’art. 15, secondo comma, ultima parte, legge n. 184 del 1983, sull’adozione e affido familiare, si prescrive che debba essere sentito “il minore che abbia compiuto gli anni dodici e anche il minore di età inferiore, in considerazione della sua capacità di discernimento”.

Anche il minore di età inferiore ai 12 anni, quindi, salvo che vi siano ragioni particolarmente gravi che lo sconsiglino.

Nelle cause di affido familiare o di adozione nazionale/internazionale, infatti, devono essere valutate le singole situazioni - anche in considerazione della maturità del soggetto.

Nel caso poi si ritenesse necessario non richiedere l’audizione perché probabilmente in contrasto con gli interessi superiori del minore (Cass. sez.un., 21 ottobre 2009, n. 22238), allora sarà tua premura accertarti che le motivazioni di questa scelta siano perfettamente evidenziate nel provvedimento firmato dal magistrato.

Non sono rari, poi, i casi in cui, soprattutto in situazioni di affido familiare o di adozione nazionale/internazionale, l’audizione avvenga attraverso esperti come psicologi o servizi sociali (Cass.15 maggio 2013, n. 11687). 

Necessaria è la delega specifica ai soggetti terzi coinvolti.

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