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venerdì 10 giugno 2016

Storie d’amore e di bambini in affido familiare – "In attesa di conoscere mia figlia"


“L’inizio di un affido familiare è sempre cosi...

Infatti la devo ancora vedere, probabilmente tra qualche giorno e solo da lontano. 

Ho dimenticato di chiedere il suo nome, so solo che è ucraina, ha 10 anni e vive in una comunità da due.

Io sono emozionatissima, felicissima e mi sento positiva.

Con mio marito siamo andati a parlare del suo affido familiare con gli operatori proprio il giorno del nostro anniversario di matrimonio: nessun regalo poteva essere più grande.

Non posso credere si stia avverando il sogno di una vita: mio marito non fa altro che girare per casa bofonchiando “mah” e “boh”. 

E poi tace.

So che all’inizio sarà difficile, un percorso in salita per una bimba ferita, abbandonata; farà fatica a fidarsi, a lasciarsi andare.

Sapremo aspettare, ne sono certa. 

L’assistente sociale mi ha raccontato di lei, della sua storia, ed io più di ogni altri posso capirla, io che sono stata adottata, io che, grazie a una famiglia cui devo tutto, ho capito cos’è l’amore e proprio per questo ho bisogno di donarlo a qualcun altro, a una bimba che sta crescendo sola, senza nessuno. 

Proprio com’ero io.

Con mio marito aspettiamo da anni questo momento, e quello che c’eravamo detti sull’età del piccolo che avremmo accolto in affido familiare, sul sesso, sulla cultura…ora non conta più nulla.

Pensavamo che avremmo voluto solo un bimbo molto piccolo: 10 anni su carta è tanto, ma per il cuore no.

Lei ha bisogno di amore e noi siamo pronti a darglielo.

Sono felice e non immagino neppure quello che accadrà quando la vedrò: piangerò o forse non riuscirò a dire una parola… quando sono nervosa io, balbetto!

Una cosa è certa: io questa bimba la porto in spiaggia, le faccio vedere il mare, la faccio giocare con la sabbia.

Perchè forse il mare non l’ha mai visto!

Mio marito mi guarda e non mi dice nulla, ma so quello che prova perché è quello che provo io: un’emozione tale da non riuscire a parlare, gioia più grande non può esserci.

So che sarà impegnativo, so che la piccola è ferita, dolorante, ma sono positiva e convinta che troveremo l’energia e la forza per affrontare tutto.

Tutte le pratiche per l’affido familiare sono al Tribunale dei minori e sono state approvate.

Dobbiamo solo aspettare una telefonata dalla comunità per incontrare l’assistente sociale e vedere la piccola.


Spero solo ci scelga il prima possibile: noi lo abbiamo già fatto”.

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