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martedì 25 ottobre 2016

Il Tavolo Nazionale Affido e l'emergenza MSNA (Parte II)

Il Tavolo Nazionale Affido affronta l’emergenza MSNA (minori stranieri non accompagnati) appellandosi a un concreto sostegno alle famiglie accoglienti.

L’affido familiare, come risposta, è possibile “ma nella consapevolezza che è necessario garantire condizioni di praticabilità reali”.

 

LE RIFLESSIONI DEL TAVOLO NAZIONALE AFFIDO
A partire dai tali dati e coniugandoli con la riflessione che nasce dall’esperienza concreta, il Tavolo Nazionale Affido propone le seguenti riflessioni:

1) L’affido familiare di MSNA è ovviamente una risposta “per il minorenne e non è orientato al sostegno e alla rivalutazione delle competenze della famiglia d’origine (distante e spesso non conosciuta): si tratta quindi di una risposta relazionale/affettiva orientata a costruire futuro per il minorenne. In tal senso quindi questa forma di accoglienza familiare integra, implementa e, in parte, modifica gli obiettivi dell’affido familiare laddove non è prevista né prevedibile la relazione con la famiglia/nucleo parentale d’origine;

2) Si tratta quindi una risposta relazionale/affettiva che modificando in parte gli obiettivi e le finalità dell’affido familiare, richiede specifica e chiara ridefinizione degli obiettivi che s’intende perseguire. Si tratta, infatti, di accoglienza familiare quale risposta per il minorenne (e non per la sua famiglia) e ha quale finalità l’offerta di un contesto relazionale caldo, affettivamente ricco, finalizzato al sostegno di un progetto futuro di autonomia che, in taluni casi, si prolunga anche oltre il compimento del diciottesimo anno di età.

3) L’affido familiare risponde sempre al principio dell’appropriatezza della risposta: occorre quindi valutare attentamente la singola situazione/storia/contesto sociale complessivo prima di dare l’avvio al progetto di accoglienza familiare. Non è quindi l’obiettivo del “risparmio economico” l’elemento determinante per la scelta.


Si tratta dunque di una forma specifica di accoglienza familiare e in proposito occorre interrogarsi sulle condizioni di realizzazione e sulle aspettative dei soggetti coinvolti per “ben utilizzare questa preziosa risorsa”. 

È importante quindi favorire e implementare l’accoglienza in famiglia di minorenni stranieri non accompagnati - laddove ci sia appropriatezza nella risposta e ci siano reali presupposti – utilizzando tutte le forme possibili: affido a parenti, affido familiare a famiglie italiane selezionate e formate e monitorate, affidamento omoculturale a famiglie selezionate, formate e monitorate, valorizzando sia l’affido a famiglie/coppie che a single nonché le diverse forme di affido familiare: a tempo pieno, parziale, diurno, di fine settimana, per le vacanze.

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