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mercoledì 15 marzo 2017

Storie di amore e di bambini in affido familiare - Un legame incancellabile


L'affido familiare: aprire la propria vita   a quella di un bambino, o di un ragazzo che ha bisogno di una famiglia perché la sua sta vivendo un periodo difficile e non riesce a prendersi cura di lui in modo appropriato alla sua crescita.

Ecco: un gesto che apre il cuore, ma che nasconde tante paure, insicurezze e domande in chi vorrebbe iniziare questo percorso di accoglienza.

Perché scegliere l'affido familiare?

Quanto dura?

Quanto tempo bisogna dedicare?

Saremo in grado di farlo?

Qualcuno ci aiuterà?

Come conciliare le necessità del bambino in affido familiare con quelle dei figli biologici?

E come ci sentiremo quando il bimbo potrà tornare nella sua famiglia?

Tanti quesiti che attendono una risposta.

Le motivazioni per aprirsi all'affido familiare sono spesso diverse, diversi i percorsi, ma non si resta mai soli ad affrontare questa esperienza.

Per diventare genitori affidatari, sia da single o da coppia con o senza figli, infatti, si comincia con un breve cammino - come avviene con le responsabili del progetto affido 'Tepee', che poi propongono e seguono passo passo l'inserimento del nuovo arrivato in famiglia. 

Anche con un supporto psicologico in caso di necessità e con incontri di gruppo tra le famiglie affidatarie per condividere e confrontarsi.

Tutti però hanno qualcosa in comune ovvero un'esperienza che riesce sempre ad arricchire, cambiandoti la vita, in meglio: per gli affidati, ma ancor di più, per gli affidatari, per questa famiglia che 'si allarga' e riscopre i valori della generosità, della condivisione e dell'amore verso il prossimo.

Valori preziosi, che a volte rischiamo di dimenticare con i tempi che corrono e da insegnare anche ai figli, naturali e affidati, nel modo migliore che possa esistere: l'esempio concreto nella vita quotidiana.


E’ un legame, quello creato con l’affido familiare, che non sarà cancellato neanche dal ritorno nella famiglia di origine”.

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