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lunedì 20 marzo 2017

Tribunale di Firenze: riconosciuta sentenza di adozione a coppia gay.


E’ del 17 marzo scorso il riconoscimento della sentenza di adozione straniera ad una coppia gay da parte del Tribunale per i Minorenni di Firenze.

Diffondiamo e ci uniamo all’apprezzamento mostrato da Ubi Minor -coordinamento associativo toscano per la tutela e la promozione dei diritti dei minori- per la sentenza emanata.

Ubi Minor - presente sul territorio dal 1998 – si mostra solidale con la sentenza del Tribunale per i Minorenni di Firenze che ha disposto la trascrizione anche in Italia dei provvedimenti emessi dalla competente Corte britannica sull’adozione di due bimbi da parte di una coppia gay.

Essendo impegnata da sempre attivamente nella tutela dei minori che vivono situazioni di criticità attraverso progetti di supporto, recupero e accompagnamento all’autonomia, Ubi Minor accoglie con grande entusiasmo ogni iniziativa che tutela i minori e la salvaguardia dei loro legami affettivi.

La trascrizione di tale sentenza è sicuramente tutelante nell’interesse dei minori protagonisti della sentenza di cui all’oggetto i quali incorrevano nel rischio di essere dichiarati in stato di abbandono ogni volta che si recavano in visita dai nonni in Italia, nonostante il precedente di una sentenza pronunciata dalla Corte britannica nel 2014 che –in qualche modo- tutelava il loro status.

In tal modo è stato riconosciuto loro anche in Italia lo “status di figlio”, già affermato loro da un atto validamente formato in un altro Paese dell’Unione Europea.

Il mancato riconoscimento in Italia di quel rapporto di filiazione invece esistente nel Regno Unito, determinerebbe una ‘incertezza giuridica’ che influirebbe negativamente sulla definizione dell’identità personale dei minori.

Ci auguriamo che questa vicenda ponga le basi per una discussione responsabile e riflessiva che permetta di legiferare su un tema basilare e di indiscutibile interesse e che permetterebbe, ancora una volta e in maniera ancora più pregnante, a mettere al centro di ogni discussione il supremo interesse del minore.

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