giovedì 28 novembre 2019

Rubrica - “Caro Giudice, ora mi leggi?” - "Per me e per te è stato importante ribadire che io ero un bravo bambino"



Ambasciator non porta pena” (le MammeMatte piccioni viaggiatori di storie inascoltate, felici e meno felici).
M’aMa-Dalla Parte dei Bambini dopo aver appurato la veridicità della fonte, si impegna a recapitare il messaggio ricevuto all’indirizzo email mamadallapartedeibambini@gmail.com ai Tribunali per i Minorenni e ai Servizi sociali di tutto il territorio nazionale e, per conoscenza, alle altre realtà associative.
L’anonimato della fonte è mantenuto solo per garantire la privacy del minore.
La Rubrica raccoglie “posta mai recapitata”, ovvero tutto ciò che singoli genitori affidatari e/o adottivi non hanno avuto occasione di dire al proprio Giudice di riferimento. 



Caro Giudice,

sii coraggioso, non avere paura di difendermi da una madre di cui ho terrore, da una madre che mi fa del male, da una madre che mi dà del bugiardo negando gli abusi che mi ha fatto il suo compagno e per i quali sono finito anche in ospedale, da una madre che mi urla tutto il suo odio, da una madre che a 5 anni mi fa dormire da solo ed al freddo in un furgone. 

Io non voglio più vederla, ho tanta paura che lei ricompaia e mi porti via.
Vorrei non pensare nemmeno una volta che sono io ad essere sbagliato.


Sai Giudice, dentro di me vive uno scoiattolo che spesso urla, con la voce in farsetto, la sua paura ed il suo immenso bisogno di accudimento .... sì perché io anche se ho solo 6 anni, non posso permettermi di avere paura e nemmeno posso dar voce al mio bisogno di essere amato. Sarebbe devastante toccare con mano la mia solitudine.

Grazie Giudice perché mi hai incontrato, perché hai avuto coraggio, perché mi hai protetto da una madre definita persona socialmente pericolosa ma che tu non hai giudicato. Insieme ci siamo detti che non ce la poteva fare ed è stato per te (e per me) importante ribadire che io ero un bravo bambino e che quello che era capitato non era colpa mia.

Grazie perché ora ho una famiglia che mi ama, una mamma, un papà, due fratelli più grandi ed un cane. Tu hai permesso che mi adottassero nonostante fosse partito tutto come affido e nonostante la pesante e preoccupante opposizione di mia madre. 
Ora nessuno potrà più portarmi via, ora finalmente lo scoiattolo è tornato felice nel bosco, perché adesso posso dire che non ho paura ed essere rassicurato, ora il mio grande bisogno d’amore è ascoltato.

Sai Giudice ho anche un nonno che mi ha regalato una bici rossa e che mi accompagna a scuola. Quando esco è sempre lì che mi sorride ed insieme andiamo a comprare la merenda.
Il mio nonno mi difende sempre anche quando sono decisamente indifendibile.
Si perché, senza dubbio, sono un bambino impegnativo che non ha paura di niente e di nessuno. Mi fermo solo per amore della mia famiglia.


Vorrei raccontarti una cosa: un giorno ero arrivato da pochi mesi ed ancora dovevo mettere alla prova i miei genitori ed i miei fratelli, ero stato particolarmente faticoso e la mamma (affidataria) in un 
pianto mi disse che non ce la faceva più e che se non fossi cambiato almeno un po’ mi avrebbe riportato in istituto.
Io le risposi che se l'avesse fatto avrei pianto tanto da allagare il mondo.
Mia madre racconta sempre che quello fu il momento in cui diventai suo figlio per sempre. 


La mia storia iniziata come affido è sfociata in adozione perché davanti alla dura realtà la Giudice ha voluto darmi la possibilità di appartenere ad una famiglia. 

Credo che sia finita bene anche perché la mia mamma adottiva è una gran rompiballe che non si ferma davanti a nulla per il bene dei suoi figli. Di fronte al mio terrore di incontrare la mamma biologica ed al continuo tentennare dei Servizi sociali lei ha chiesto un colloquio con una persona meravigliosa: la Presidente del tribunale per i minorenni.
Giudici incontrate le famiglie affidatarie e soprattutto i bambini di cui conoscete le drammatiche storie solo attraverso parole scritte.

Incontrateli e sarà certamente più pensata la decisione sul loro futuro”.

Il figlio di una MammaMatta


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