martedì 5 novembre 2019

Rubrica - “Caro Giudice, ora mi leggi?” - "Sono passati anni e tu, a Natale, mi chiedi la foto del nostro bambino"






"Ambasciator non porta pena" (le MammeMatte piccioni viaggiatori di storie inascoltate, felici e meno felici).
M’aMa-Dalla Parte dei Bambini dopo aver appurato la veridicità della fonte, si impegna a recapitare il messaggio ricevuto all’indirizzo email mamadallapartedeibambini@gmail.com ai Tribunali per i Minorenni e ai Servizi sociali di tutto il territorio nazionale e, per conoscenza, alle altre realtà associative. 
L’anonimato della fonte è mantenuto solo per garantire la privacy del minore.
La Rubrica raccoglie “posta mai recapitata”, ovvero tutto ciò che singoli genitori affidatari e/o adottivi non hanno avuto occasione di dire al proprio Giudice di riferimento.

Caro Giudice,

siamo genitori fortunati perché nella nostra strada gli ostacoli non erano insormontabili.

Perché nostro figlio è arrivato a casa serenamente, grazie a tutti quelli che hanno lavorato in sinergia unicamente per il suo bene.

Sì, caro Giudice, non sono qui a lamentarmi ma a chiederti di essere così attento, sensibile e professionale come sei stato con nostro figlio e con noi, anche con gli altri piccoli in attesa. Vorrei che tutti i tuoi colleghi potessero essere altrettanto coraggiosi e presenti come sei stato tu in tutto il nostro essere famiglia.

Perché certo, sei un Giudice, ma sei prima di tutto una persona ed hai pensato che nostro figlio avesse sofferto davvero troppo e che non c’erano più motivi e giustificazioni tali da tenerlo ancora in comunità. Lui doveva sbocciare e poteva farlo solo con l’amore di una famiglia.

Ricordo ogni istante del nostro cammino. Dalla chiamata dell’impiegata della cancelleria, che si presentò carinamente solo col suo nome: “Abbiamo piacere di conoscervi, sappiamo che arrivate da lontano, vediamo insieme quali possono essere le date a voi più comode”…

Sì Giudice, avere del personale così attento è una grande fortuna. A volte basta così poco. La disponibilità al dialogo, la collaborazione l’abbiamo avvertita immediatamente. E siamo arrivati da voi talmente felici che ci si leggeva in faccia. Ci aspettavate curiosi e sollevati.
Mi viene in mente la tua stanza Giudice, luminosa con disegni di bimbi appesi alla parete. Erano testimonianze di chi era passato lì. Ed erano davvero tante e colorate.
Sei stato accogliente e sincero. Abbiamo parlato senza avvertire mai la sensazione che tu avessi fretta o che fossi lì solo per fare il tuo lavoro. Abbiamo sentito che anche per te, quello, era un momento speciale vissuto con speranza.
Ci hai spiegato tutto e hai risposto alle domande, anche quelle scomode. Non so quanto sia durato il colloquio. Ma siamo usciti dal Tribunale con un decreto immediato. La documentazione completa e precisa. Nostro figlio è arrivato a casa in sicurezza. L’hai tutelato in ogni ambito. Grazie alla tua puntualità e conoscenza tutto ha funzionato perfettamente.
Sono passati anni e tu, a Natale, mi chiedi la foto del nostro bambino. E vuoi sapere se sta bene. E se siamo felici. Grazie Giudice.
Spero che altri tantissimi bambini possano incontrare professionisti speciali come te. E che tu non sia una sola goccia nell’infinito oceano dei cuccioli che aspettano di andare a casa”.
Una MammaMatta




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