martedì 17 marzo 2020

Accogli in Affido familiare – "Il nostro caso Bibbiano", testimonianza



Storie di amore e bambini in affido familiare raccontate direttamente dai protagonisti.


"Provo a raccontare la nostra storia di affido familiare collegata al famoso caso Bibbiano.

Mio fratello di 18 anni insieme con una ragazzina di origine indiana di 14 anni, hanno una bambina.

Per questioni culturali la ragazza viene allontanata dalla propria famiglia di origine e accolta in affido familiare dai miei genitori. La mia piccola nipotina nasce sana e bella, tutto sembra andare bene, fino a quando, dopo due anni, mio fratello e la ragazza si lasciano.

I miei genitori, avendo una casa molto grande, decidono per continuare la convivenza di tutti sotto lo stesso tetto, anche per consentire alla mamma della bimba di rendersi autonoma, finendo gli studi e prendendosi la patente.

Dopo altri due anni, all’età di 18 anni, la mamma della piccola, supportata sempre dalla nostra famiglia, esce di casa e trova lavoro, lasciando la sua piccola a crescere da e con noi in un sereno clima di affido familiare.

Passano gli anni, la bimba cresce bene fino a quando verso i 10 anni, in concomitanza a rigurgiti del passato sulla separazione dei suoi genitori e ad un periodo di difficoltà del padre, comincia a vivere un periodo più fragile dal punto di vista emotivo, tanto che ai miei genitori fu consigliato di portarla da una psicologa che ovviamente loro contattarono immediatamente.

Da qui parte tutto.

Dopo un mese dall’inizio della terapia, un giorno che non scorderemo mai, la bambina viene prelevata da scuola dai Servizi sociali.

Mia mamma, per lo shock, è ricoverata d’urgenza in ospedale e da lì a poco tutti noi cerchiamo strade percorribili per chiedere l’affido familiare della bimba. Io stessa ne faccio richiesta e mi viene negato.

Per un anno lottiamo contro il sistema.

In questo lunghissimo anno riusciamo a rivedere la piccola solo dopo tre mesi dal prelevamento a scuola: la bimba è immediatamente data in affido familiare ad un’altra famiglia.

Da tutti siamo trattati da delinquenti, anche alla famiglia affidataria siamo stati descritti come persone orribili: messaggi e regali che inviamo alla piccola non sono volutamente recapitati; ci è consentito vederla una sola volta al mese e quel poco tempo ci basta per constatare come anche la piccola si stia facendo una bruttissima opinione di noi.
Alla fine, con il passare dei mesi, piano piano abbiamo occasione di farci conoscere meglio dalla famiglia affidataria che quindi comincia a dubitare delle descrizioni che gli erano state fatte su di noi.

Anche grazie a questa famiglia otteniamo l’affido familiare della nostra piccola, il suo rientro a casa: prima ogni fine settimana, poi in forma definitiva.

Oggi la bimba vive nuovamente nella nostra famiglia: un po' a casa dai miei e un po' con sua mamma (a seconda dei turni lavorativi di quest’ultima), convinti che l’amore vince su tutto”.

Perchè anche questo è l’affido familiare.

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