giovedì 18 febbraio 2021

Omosessualità, Single e Affido familiare: "Ho conosciuto una nuova madre"

 


Torniamo ad ascoltare la voce dei protagonisti, ascoltiamo la voce di chi, solo da adolescente, ha conosciuto l'amore di una Famiglia. Una famiglia monogenitoriale.

Angela (cfr.“Mi presti la tua famiglia? Per una cultura dell’affidamento eterofamiliare per minori” curato da Anna Rosa Favretto e Cesare Bernardini, Edizioni Franco Angeli, Milano, 2010), oggi sposata con due figli, ricorda perfettamente l’incontro con quella che lei stessa definisce come una “nuova mamma”, oggi “amorevole nonna” dei suoi bambini.



Facevo la terza media e da quando avevo due anni ero in istituto: è qui che Lilla ed io ci siamo conosciute. Diciamo che lei mi stava cercando, sì, credo proprio che cercasse me. Con l’assenso della direttrice abbiamo cominciato ad uscire insieme e per me era quasi un sogno. Dapprima poche ore, poi qualche pomeriggio, poi i fine settimana…mentre il legame si faceva più solido.

C’era però un problema, si trattava di mio padre, vivo e presente quasi a disturbare il nostro percorso (lui purtroppo non era in grado di lavorare né di prendersi cura di sé stesso).

Per me un dubbio atroce, mi sentivo come su un altro mondo, non riuscivo a prendere posizione, come se tutto quello che mi stava succedendo non riguardasse me.

Poi finalmente la svolta: grazie all’approvazione dello psicologo che mi aveva espressamente convocato per ‘ascoltare’ il mio parere ed al consenso dell’assistente sociale, finalmente Lilla riesce a portarmi a casa sua, un piccolo appartamento affittato solo per noi due.

Il Tribunale per in Minorenni aveva avallato la situazione come ‘affidamento familiare’.

Abbiamo iniziato una nuova vita sia lei che io.

Ci sono stati momenti sereni ma anche momenti duri, lei mi ha saputo sopportare con pazienza infinita prendendosi cura di me e dei problemi enormi che dovevo affrontare per superare il mio passato e l’abbandono di mia madre (i lunghi anni di istituto pesavano su di me).

Ma finalmente avevo una persona che mi amava e che mi ha spinta ad affrontare le mie paure ed i miei sensi di colpa attraverso un percorso di analisi con una psicologa.

Nel frattempo ho studiato, mi sono diplomata ed ho conosciuto quello che oggi è mio marito.

Nel tempo la salute di mio padre è peggiorata, è stato curato ma è mancato poco dopo il mio matrimonio.

C’è stato qualche sporadico momento di incontro con mia madre (separata da anni da mio padre), ma poi i rapporti si sono fatti sempre più rari fino a scomparire.

Sono nati i miei due figli e Lilla è sempre stata al mio fianco diventando la nonna più dolce e amorevole per i miei ragazzi e da loro adorata.

Qualche anno fa mia madre mi ha cercata, ha chiesto di incontrarmi e- se dapprima mi sono negata – poi ho accettato. Credevo che potesse essere una possibilità per poterci chiarire, per dare a lei l’opportunità di spiegarmi il passato. Ma tra di noi è come se ci fosse un enorme vuoto, così difficile da colmare ed è come riaprire una ferita mai del tutto guarita.

Per ora i nostri incontri sono incompleti, entrambe sappiamo che prima o poi potrebbe arrivare il momento di affrontare l’argomento…anche se ora non è più così importante. Oggi sono sicura che potrei accettare e forse giustificare le sue scelte.

Ho avuto la fortuna di conoscere una nuova madre, che ha saputo amarmi e starmi vicino, e sono certa che il legame che è nato tra me e Lilla non sparirà, quell’affetto e quell’amore ci accompagnerà per sempre.”

K.F.

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