martedì 11 maggio 2021

Storie di amore e bambini: "Ho smesso di essere arrabbiata con mia mamma di pancia"

 


Grazie a E. e alla sua testimonianza possiamo fare gli Auguri per la Festa della Mamma a tutte le mamme che lo sono state per poco, compiendo una scelta faticosa, dolorosa e spesso protettiva nei confronti del proprio bimbo.


Questa è la mia prima foto post parto, perché pubblicarla? Per spiegare come e quando ho smesso di essere arrabbiata con mia mamma “di pancia”.

Sapete per tutta la vita non ho fatto altro che cercare di capire come mai quella donna, che mi aveva tenuto nella pancia per ben 9 mesi della mia vita, mi avesse lasciato sola in un ospedale. Era terribile accettare il fatto che potesse aver fatto questa scelta senza pensarci troppo, o almeno io credevo così.

Ma dopo aver partorito è cambiato tutto.

Vedete non ho potuto che smettere di provare rabbia, quel sentimento si è trasformato in tenerezza e compassione. Perchè quando partorisci te lo senti ovunque dalla punta dei capelli alle dita dei piedi, te lo senti nelle viscere più profonde del corpo. Quando partorisci ti sembra di essere andata a sbattere a 300 km/h contro un muro fatto della pietra più resistente. E te lo senti non solo per la fatica fisica, ma anche e soprattutto per quella emotiva. Ti svuoti di un esserino, che per mesi è stato un unico sistema simbiotico con te. Stai dando al mondo la cosa più preziosa che sai di aver fatto e devi farlo a tutti i costi, non puoi decidere il contrario.

Ecco dopo aver partorito ho pensato alla devastazione fisica ed interiore che potesse avere ‘quella donna’ che non solo aveva da sopportare il colpo a 300 km/h contro il muro, ma anche la consapevolezza di aver dato al mondo qualcuno che ha scelto di non vedere mai più.

E, per quanti anni l’avessi creduto, ora sono certa che non si possa essere dimenticata tanto facilmente di quel parto. Perchè non te lo dimentichi mai, ti rimane sulla pelle, nelle cicatrici, nelle smagliature, nei chili in più, nell’incontinenza urinaria, nel sangue che scende incontrollabile per 40 e oltre giorni dopo il parto.

Ecco perché ho smesso di essere arrabbiata, perché io nonostante abbia dovuto sopportare questa grandissima fatica potevo fare un respiro di sollievo guardando negli occhi la creaturina che avevo in braccio. Lei no, lei doveva sopportare quell’impatto nella solitudine e nella consapevolezza di aver lasciato al mondo qualcosa di suo.

Non ho potuto che abbracciarla con il pensiero”.

Nessun commento:

Posta un commento