venerdì 20 agosto 2021

Storie di amore e bambini in affido familiare: “Mamma di un gigante alto 1,75cm”

 


L. è diventata Mamma di “un gigante splendido, alto 1,75 cm, 13 anni, quasi 14”. La data speciale di L. è il 5 Agosto “sì, la nostra famiglia è nata due anni fa, il 5 Agosto 2019 per la prima volta abbiamo incontrato nostro Figlio e siamo nati come Genitori e lui è rinato come Figlio”.

Ha gli occhi di un colore indefinito, meravigliosi ma timorosi: “Ora, due anni dopo, gli occhi sono sempre bellissimi anche perché ora sorridono, il timore ha lasciato spazio all’amore, e anche se ogni tanto qualche ombra torna ad offuscare lo sguardo, subito il sorriso torna a splendere”.



La nostra storia è iniziata nell’Ottobre del 2015, quando abbiamo deciso di presentare domanda di adozione al Tribunale per i Minorenni. Consapevoli di non essere più giovanissimi (io 47 e mio marito 46 anni),non abbiamo posto paletti di nessun genere per non precluderci nessuna possibilità per un eventuale abbinamento.

Così è cominciata l’attesa e la nostra “gravidanza” è durata ben 182 settimane!

Al primo rinnovo è arrivato l’abbinamento! Poche e scarne informazioni: 13 anni, maschio, orfano di entrambi genitori, con un fratello molto più grande ma non in grado di occuparsi di lui e nessun altro familiare disponibile a prendersene cura. Il bimbo in quel momento si trovava in una casa famiglia.

Il Giudice ci chiese se volevamo prenderci qualche giorno per decidere ma io e mio marito ci siamo guardati ed abbiamo detto subito SI a nostro figlio!

Solo dopo abbiamo scoperto che mio marito l’aveva già incontrato portando i doni come Babbo Natale proprio nella casa famiglia dove lui si trovava e gli aveva consegnato proprio lui il regalo (che non gli è piaciuto, ma ancora lo conserva). Insomma mio marito aveva consegnato un regalo a quello che ancora non sapeva che sarebbe diventato a sua volta il nostro regalo più grande…

I nostri amici e parenti saputa la notizia hanno subito cominciato a tartassarci di domande: “Siete proprio sicuri?” (Ovvio!); “E’ un adolescente!” (Giusto per la nostra età!); “E’ grande!” (Su questo non sbagliavano...infatti calza il 45/46 di piede!); “Non si affezionerà” (Il mio cane “mi è affezionato”, per lui io sono la Mamma!); “Ma lo avete scelto grande perché non eravate in grado di badare ad uno piccolo?” (Sono stata babysitter per 30 anni! un minimo di capacità mi sarà pure riconosciuta!).

Al primo incontro lo aspettavamo in una stanza pieni di incertezze e paure: non era un bambino ma un adolescente, come dovevamo comportarci? Come ci avrebbe accolti? Gli saremmo piaciuti?

Poi finalmente è entrato: un gigante di 175cm! Tutto vestito di nero, sguardo basso ma indagatore.

Si siede di fronte a me scrutandomi ogni tanto con due bellissimi occhi dal colore indefinito: timoroso, risponde a monosillabi.

Mi guarda, gli dico: “Non ti preoccupare quello che provi tu lo provo anch’io”, sorride.

Ci lasciano soli, ci offre un succo di frutta e poi chiede se vogliamo giocare a carte… ecco, la nostra famiglia è nata con una partita a scala 40!

Dopo 4 mesi di incontri viene a casa per la prima volta: la sera febbre a 39, “troppa emozione,troppa gioia”, ci dirà dopo.

Non dico che non ci siano state difficoltà, abbiamo litigato, ci siamo scontrati, abitudini diverse...ma ne abbiamo parlato, discusso, ci siamo capiti e piano piano ci siamo uniti, amati....complice anche il lockdown che ci ha chiusi in casa e ci ha dato il tempo di conoscerci.

E così d’incanto, un bimbo grande (cui era stato detto “per te non sarà facile trovare una famiglia perché sei grande”) e una coppia (cui era stato detto: “per voi non sarà semplice vista l’età”) sono diventati Famiglia.

Il suo bisogno di amore ha incontrato il nostro.

I bimbi grandi hanno una maggiore consapevolezza del loro passato, lo ricordano, ma hanno tanto bisogno di un futuro sereno, tanto bisogno di amore, di protezione ed è questo il nostro compito: amarlo proteggerlo.

Sono quasi due anni che è con noi ed è la nostra forza, la nostra luce, la gioia più grande.

Certo mi manca non aver percorso con lui quel pezzetto di strada in cui era piccolo piccolo, non averlo preso in braccio, non averlo cullato, non aver visto i primi passi, il primo dentino, sentito la prima parola.

Così come mi manca non sentirlo chiamarmi Mamma perché non vuole “tradire” chi mi ha preceduta, ma il mio nome lo ripete di continuo ed io so che equivale a Mamma x lui, e quanto è bello quando si accoccola vicino a me, quando è lui a prendermi in braccio, quando si addormenta tra le mie braccia, quando mi cerca, quando mi manda un messaggio e scrive mamma ti voglio bene...”

Una MammaMatta (di un bimbo "già grande”)


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