giovedì 13 gennaio 2022

Storie di amore e bambini in affido familiare: “Spesso, dietro una storia, c’è solo una identità fragile”

 


Riflessioni di una professionista, una psicologa, sul caso di una minorenne cui è stata tolta la sua bimba. Tra le mille Leggi e i diritti da rispettare può accadere, in alcuni casi di affido e/o adozione, che “siano tralasciati pezzi di vita, di affetti, di storia” dei protagonisti.



Ho conosciuto le MammeMatte perché da donna single ho sentito il bisogno di capire e conoscere il mondo dell'affido extrafamiliare. L'anno scorso ho seguito il vostro corso e poi mi sono un pò eclissata facendomi prendere dal cambio lavorativo che ho avuto: da diversi mesi lavoro in un servizio pubblico e mi sono imbattuta in un caso complesso che mi ha fatto tanto riflettere sull'adozione e sulla vita proprio in generale.

Il caso in questione riguarda una ragazza, ora 16enne, vittima di violenza da parte del fidanzatino ora 19enne e incinta di lui a 15 anni, con un rapporto "estorto" dopo una fuitina.

Brevemente riassumo la questione: dopo che la minore ha accettato la messa in protezione dal ragazzo (dietro suggerimento delle forze dell'ordine) è stato disposto dal Tribunale per i minorenni (dietro sollecitazione del tutore della neonata) che la neonata fosse messa in protezione in una casa famiglia. Attualmente sto cercando in tutti i modi di non far togliere definitivamente la neonata di 1 anno e mezzo alla madre, ancora minore. 

La piccolina ora è sola in una residenza per bambini e la mamma piange tutti i giorni perché rivuole la bambina...perché racconto questo? Perché ho scoperto che, in una vicenda delicatissima come l'affido sono coinvolte moltissime figure (assistenti sociali, tutori legali, giudici ecc.) e nel trambusto si perde completamene di vista il singolo individuo e la sua vita. Come la vita di questa mamma e della sua bimba, una storia che si dispiega attraverso mille vicissitudini che si perdono tra altrettanti documenti... Così vengono tralasciati pezzi di vita, di affetti, di storia, fondamentali per la formazione dell'identità individuale.

Leggo spesso, attraverso le testimonianze riportate dalle MammeMatte, che molti aspiranti genitori rimangono spaventati dagli adolescenti o dai bambini vittime di abuso: a loro vorrei dire che sono qui a disposizione se serve un parere "tecnico" di uno psicologo sulle tematiche dell'adolescenza o del disagio psicologico. Vorrei evidenziare l'importanza di conoscere la difficile fase dell'adolescenza che non è solo un'epoca a cavallo tra infanzia ed età adulta, ma un momento di ricapitolazione di tutte le fasi precedenti che va a ristrutturare il processo identitario. 

Anche i giudici, i tutori (o chiunque altro implicato nelle vicende di affido e adozione) a volte dimenticano che dietro quelle pratiche supportate da leggi e diritti inviolabili dell'uomo esiste una identità fragile che giorno dopo giorno arranca nella vita alla ricerca di quella stabilità e quella sicurezza che le consentano di costruire tassello dopo tassello un storia.

Chi sono io? Da dove vengo? Sono una persona meritevole di affetto? Mi hanno mai amato? Perché mi hanno abbandonato? Queste le domande che fanno tribolare l'animo umano, se non ricevono mai risposta difficilmente potranno mai trasformarsi in "sono capace di amare" perché sono stato amato, "sono riconoscente per l'amore che mi hai dato e per questo ti dò amore".

Io spero tanto che ogni bimbo abbia affetto e non venga "parcheggiato" in residenze socio assistenziali per lungo tempo perché ogni giorno senza una "mamma" è un giorno perso.

Grazie per l'attenzione prestata alle mie semplici riflessioni di questo momento.

Un abbraccio” 

Una MammaMatta (psicologa)



2 commenti:

  1. Finalmente qualcuno che capisce che non sempre chi deve decidere per il bene dei minori pensa a loro ma si attengono solo a leggi e tanta ma tanta burocrazia. E intanto questi bambini questi adolescenti crescono in istituti,invece che circondati dall amore anche se solo di genitori affidatari

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  2. Condivido pienamente, riguarda la mia esperienza di affidatari. Noi abbiamo accudito un bimbo piccolo, mentre la sorella causa disabilità è rimasta in una struttura. Ora il mio angelo è stato adottato, mentre la sua povera sorella resta ancora in fase di abbinamento.

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