mercoledì 15 giugno 2022

Storie di amore e bambini in affido familiare: “Questo i bambini non se lo meritano. E noi neanche”

 



A. e T., genitori affidatari come tanti, affaticati e impegnati come tanti, davanti alle testimonianze dei minori “resi” sospendono ogni giudizio su bimbo e famiglia e si chiedono perché l’istituto dell’Affido, di una potenza inaudita, debba essere ridotto ad un “io speriamo che me la cavo”.



Care Karin ed Emilia,

vi seguiamo e abbiamo letto l’articolo di N., ‘restituito’ a 16 anni. Ancora di più dell’articolo ci hanno colpito i commenti delle varie famiglie affidatarie e di quelle parole che fanno un eco di solitudine, amarezza, sconforto, amarezza e delusione. Un eco che rimbomba spesso anche in tutte quelle parole che anche noi non pronunciamo per scelta. Perché per rispetto del minore o della sua famiglia non ci permettiamo lo sconforto, non ci concediamo il lusso della sconfitta, di dare sfogo a quel senso di impotenza e di rabbia che diventa un fedele, quanto sgradito, compagno di viaggio.

In Italia dell’affido nessuno sa niente, a livello sociale è bizzarro, curioso, a volte anche bislacco.

Perché mai questa famiglia si sarà andata a ficcare in questo casino di proposito, saranno dei sadici? La situazione che ti viene proposta nasconde quasi sempre il buon 75% della verità, a mano a mano che ti ci addentri scopri eventi che ti sconcertano ma tu non ti puoi sconcertare.
La scuola non è pronta, non è formata, non è preparata: 'lei è …? La prende lei la bambina?'. I servizi poi sono la parte forse più disarmante.


In 15 mesi noi siamo stati psicologi, sociologi, educatori, psichiatri, sponsor, pediatri, nutrizionisti, consulenti, avvocati, factotum, sciamani.

Loro? Aperti dalle 9 alle 16, week end esclusi e festività esclusi.
Nelle Emergenze poi? ‘Chiamate i carabinieri ma sappiate che poi non si può tornare indietro’.

Grazie del consiglio prezioso, come faremmo senza di voi!


Tutto questo per dire che l’affido in Italia va raccontato,
spiegato, condiviso, INSEGNATO. Tocca vite che non saranno mai più le stesse di prima, disegna linee spazio-temporali che nessuno aveva previsto, disegna nuove costellazioni, riscrive libri di piccole e grandi storie, stringe patti di sangue indissolubili in cui il sangue non c’entra.
Ma è un istituto totalmente fuori controllo, uno strumento di una potenza inaudita ridotto a ‘io speriamo che me la cavo’.


E questo i bambini non se lo meritano.

E noi neanche.

Con affetto e ammirazione”

A. e T, Una FamigliaMatta


3 commenti:

  1. Buongiorno noi stiano cercando di contattare il referente dei servizi sociali del nostro comune per iniziare il percorso adozione dal 25 aprile ed è introvabile. Ci ha risposto solo una volta dicendo che avrebbe organizzato un corso perché ci sono 3 coppie interessate. Ma aspettiamo invano....tutto questo in provincia di Modena. È normale? Non so a chi denunciare la cosa...

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  2. O comunque..posso fare il percorso in un comune limitrofo?grazie. Sono già disgustata

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    1. Purtroppo la difficoltà di trovare i centri di formazione è comune a fin troppe regioni:( Allora: se siete interessati al percorso adottivo contattate direttamente il vostro tribunale di riferimento; per il percorso sull affido se il vostro centro affidi non organizza corsi allora contattate quello del comune limitrofo. Spero di esservi stata utile altrimenti scrivetemi una email a karin@affidiamoci.com

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