lunedì 1 agosto 2022

E SE A FAR DIRE BASTA ALL' AFFIDO FOSSE LO STESSO ISTITUTO GIURIDICO DELL' AFFIDO?

 


La mia precedente raccolta di riflessioni è piano piano scivolata su un campo più ristretto, lasciando maggiore spazio e parola agli affidatari. 

E se a far dire BASTA a una famiglia accogliente fosse proprio la forma giuridica stessa dell’AFFIDO? Il suo protrarsi negli anni, senza scadenza, trasformandosi nel sempre più comune sine die, il cosidetto “affido a lungo termine” nel quale gli affidatari si percepiscono in un limbo tra essere genitori e non, con diritti riconosciuti e non…

Di seguito le nuove riflessioni delle nostre FamiglieMatte:



- “(…) Magari offendo qualcuno ma c'è differenza tra un figlio nato da te, affidato (e perciò "provvisorio"), e adottivo (definitivo, ma in reciproco riconoscimento). Il legame sposta il limite di "sopportazione". Se non riconosci l'altro come parte di te, te ne "liberi" più facilmente. La domanda è: l'altro (il figlio) è per te un braccio o una ciocca di capelli? Non so se rendo l'idea” (Vanessa)


-”Vanessa già. Perché si usa, e qui divento ripetitiva, un istituto giuridico (l'affido) che ha un termine in un qualcosa che termine non ha. Un figlio che non è figlio praticamente” (Emilia)


-”Il problema è lì. Un figlio non è un ospite...se, per una gestione fallimentare di una vita istituzionalizzata, questo resta sempre ospite...c'è chi alla fine molla perché il legame che si è creato non è forte. C'è affetto, ma non legame” (Vanessa)


- “eh diciamo che con un figlio nato da te il problema dei permessi per visite e quanto altro non si pone perché prendi il bambino e lo porti. Negli affidi non hai la responsabilità genitoriale per legge e quindi è tutto più in salita. Non si possono paragonare le due questioni perché se non si viene riconosciuti come famiglia ed è tutto il triplo più in fatica che se si c avesse un figlio naturale con gli stessi problemi, mi pare normale che qualcuno ad un certo punto dica basta” (Maria)


- “Io penso che sia perché semplicemente “ non è “ nato da noi!!!! Mi dispiace dirlo, e forse suona come una provocazione, ma se un bambino nasce da noi ed ad un certo punto della sua vita sorgono dei gravi problemi comportamentali...che cosa si fa? Ci si mette in discussione e si cerca con ogni mezzo di aiutarlo. Molti affidatari ed anche qualche adottivo dovrebbero rivedere il loro concetto di essere genitori. Il mio Ivy ha un sacco di problemi anche importanti, ed a volte sono distrutta (ultima settimana avrò dormito 8h) ma è MIO…una parte di me…faccio un bel respiro, lo stringo a me…e domani è un altro giorno” (Maria)


- “Io penso che in alcune realtà il rapporto vero genitore-figlio non si sia mai creato, come succede anche in famiglie naturali, solo che nelle famiglie naturali non vi è l'ipotesi "restituzione". Credo che spesso si prenda la genitorialità con leggerezza, non si vedano i problemi finché non diventano realmente ingestibili e allora che si fa, diamolo indietro... io sono un po' cinica in questo, credo che esistano realtà veramente ingestibili ma sono sicuramente una percentuale minima dei reali fallimenti adottivi” (Enrica)


-”Sicuramente il fatto che lo Stato sia completamente assente in queste cose....certi bonus dovrebbero passare in automatico solo per il semplice fatto che si accoglie un figlio non nostro...nido, scuole, università ecc. non dovrebbero essere a carico delle famiglie affidatarie. Ma soprattutto il mondo dei servizi sociali andrebbe rivoluzionato! Ci sono tantissimi casi di bimbi in affido per comodità dei servizi quando per il bene del bambino andrebbe, invece,dato in adozione...Io personalmente sono rimasta molto delusa...i servizi "giocano" con i sentimenti delle famiglie affidatarie...lasciano mille situazioni in sospeso con affidi che si prolungano nel tempo con scuse assurde perché tanto poi le famiglie si affezionano” (Samantha)


- “Noi affidatari non siamo liberi neanche di fare le analisi del sangue. Portarli in vacanza poi è una impresa, la carta di identità, il passaporto non ne parliamo. Non li ho rispediti al mittente (2 affidati) solo per amore e per non aggravarli di un altro abbandono, fra pochi giorni anche il secondo diventerà maggiorenne e così arrivederci e grazie servizi sociali!!Ma è stato molto faticoso crescerli per 12 anni sperando solo che la cura per questi due alberelli dia buoni frutti” (Anna Maria)



4 commenti:

  1. Vorrei rispondere a Maria che parla della genitorialità biologica. Io sono madre adottiva quindi i miei figli "non sono nati da me". Mia figlia (15 anni)quest'anno finalmente avrà il sostegno a scuola, dopo aver lottato molti anni per averlo. Mai una sola volta in questi anni di fatiche ( tra visite, esami , lotte a scuola ecc) ho pensato che mia figlia "non fosse sangue del mio sangue", ho sempre lottato, faticato e basta. Certo il mio caso è quello dell'adozione e non dell'affido ma ci tenevo a dire che la genitorialità biologica non è determinante...... anche se non ho partorito io mi sento madre e per i miei figli farei e sto facendo di tutto.

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    1. Grazie Federica, moltissimi adottivi (e perché no?! Anche affidatari) vivono come te i propri bimbi:)

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  2. E vogliamo parlare dei ragazzi?il nostro continua a chiedere ma non volete adottarmi? e spiega che non dipende da noi che un giudice a cui abbiamo spedito e rispedito e rispedito lettere non risponde .Ma lo amiamo lo stesso (Ida)

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    1. L importante è che il vostro ragazzo intanto conosca le vostre intenzioni. Per quanto riguarda le comunicazioni a qualsiasi attore del progetto, inviatele come pec

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