lunedì 18 gennaio 2021

AFFIDIamoci : Venerdi 26 Febbraio 2021: Webinar M'aMa sulla Rice...

AFFIDIamoci : Venerdi 26 Febbraio 2021: Webinar M'aMa sulla Rice...:   WEBINAR: INCONTRO SULLE ORIGINI Venerdì 26 Febbraio ore 18.00 il Salotto M’aMa Online ospita Marzia Colace , pedagogista e giudice onorar...

Venerdi 26 Febbraio 2021: Webinar M'aMa sulla Ricerca delle Origini

 WEBINAR: INCONTRO SULLE ORIGINI



Venerdì 26 Febbraio ore 18.00 il Salotto M’aMa Online ospita Marzia Colace, pedagogista e giudice onorario del Tribunale per i Minorenni di Catanzaro, per affrontare (insieme) il difficile tema della ricerca delle origini.

L'incontro Intrecciare Radici, su piattaforma Zoom, è aperto a tutti gli interessati al tema: genitori, figli adottivi e operatori.

La ricerca delle origini è una tappa interiore che tutti gli adottati si trovano a dover affrontare anche se con tempi e modi diversi, tante le domande e forte è il bisogno di risposte e la speranza di riceverne.

Perchè?” è la domanda che più spesso l’adottato rivolge a se stesso e agli altri.

Il desiderio di ritrovare le proprie origini può nascere in adolescenza come in età adulta, o può essere soffocato per non rivivere il proprio passato, per focalizzarsi solo sul presente, per tutelarsi.

'Tornare indietro', 'tappare buchi' è molto faticoso emotivamente e non sempre si trova quello per cui si è partiti.


M’aMa non poteva non dare spazio a questo tema e ha accolto con piacere l’idea e l’intervento di Marzia Colace, esperta nel rapporto genitori-figli. 


Per info e prenotazioni:

email: percorsimama@gmail.com

giovedì 14 gennaio 2021

AFFIDIamoci : APPELLO AFFIDO: SOS Coppie o single affidatari per...

AFFIDIamoci : APPELLO AFFIDO: SOS Coppie o single affidatari per...:   APPELLO Affido del 14.01.21 APPELL O AFFIDO Aperto a : coppie o single affidatari Territorio di riferimento : Lazio Per info ...

APPELLO AFFIDO: SOS Coppie o single affidatari per tre fratellini

 APPELLO Affido del 14.01.21





APPELLO AFFIDO

Aperto a: coppie o single affidatari

Territorio di riferimento: Lazio

Per info scrivi a: karin@affidiamoci.com

o Telefona al 339/8322065


Giulio (10 anni), Alessandro (9 anni) e Gaia (8 anni) sono tre fratellini che vivono in comunità: tre fratellini uniti tra loro, educati e socievoli, con tanto bisogno di affetto ed attenzione.

Avrebbero bisogno di essere accolti tutti insieme in una stessa famiglia, ma se non dovesse essere possibile ci si apre anche alla possibilità di nuclei differenti che però mantengano, e garantiscano, saldi i rapporti tra i bimbi.


Ciascun APPELLO Affido è pubblicato nel rispetto della privacy del minore: non riporta dati anagrafici nè eventuali specifiche sulle patologie presenti.


Tra tutti Giulio è quello che più risente della situazione perché molto sensibile, fragile, più introverso degli altri, fatica ad esternare i propri sentimenti. A scuola ancora non riesce ad ottenere risultati brillanti.

Alessandro è un bambino dolce ed empatico, ha un atteggiamento protettivo verso la sorella e spesso sembra avere la testa tra le nuvole.

Infine Gaia è una bimba esile e tranquilla, molto confusa nello svolgimento dei compiti, un po' immatura rispetto all'età anagrafica, ma con grandi risorse.


Il Tribunale per i tre fratellini ha dato mandato a M’aMa di cercare, solo nel Lazio, single o coppie affidatarie (opportunamente formati dagli enti competenti) che accolgano, in affido sine die, tutti e tre i bimbi insieme o separatamente, garantendo gli incontri tra loro e con la famiglia di origine.


Precisiamo che AFFIDIamoci (progetto di M’aMa-Dalla Parte dei Bambini), nel divulgare gli Appelli Affido, è solo un tramite tra famiglia accogliente e i Servizi sociali che si occupano del minore. Pertanto l’eventuale abbinamento sarà deciso solo da questi ultimi.


lunedì 11 gennaio 2021

AFFIDIamoci : Omosessualità, Single e Affido familiare: Affido s...

AFFIDIamoci : Omosessualità, Single e Affido familiare: Affido s...:   Affido e Adozione sono due percorsi completamente distinti. L’affido è caratterizzato dalla temporaneità del collocamento del minore al...

Omosessualità, Single e Affido familiare: Affido sì, Adozione no: art.44

 



Affido e Adozione sono due percorsi completamente distinti. 

L’affido è caratterizzato dalla temporaneità del collocamento del minore al di fuori della propria famiglia di origine e dal mantenimento dei rapporti con quest’ultima (temporaneità funzionale al recupero della famiglia e quindi finalizzata al reinserimento del minore nella famiglia bio).

L’adozione è invece l’istituto giuridico grazie al quale soggetti rimasti senza genitori naturali, o da questi non riconosciuti, possono diventare figli legittimi di altri genitori.


In Italia, per Legge, l’adozione è preclusa ai single e alle coppie omosessuali.

L’affido, invece, è aperto a tutti: single, coppie etero e omosessuali, con o senza figli, coniugate o meno. Sempre nel supremo interesse del minore.

Insomma, la normativa italiana non prevede la possibilità che le coppie omosessuali possano adottare: nemmeno la Legge Cirinnà, pur regolando le unioni civili, lo ha previsto.

Vediamo però come, anche se la normativa italiana non ha previsto l’adozione di bambini da parte di single e coppie dello stesso sesso, nel tempo, è stata la stessa giurisprudenza (cioè i giudici italiani) a riconoscerla.


Il vuoto normativo, infatti, non ha impedito, alla giurisprudenza di esprimere il proprio parere favorevole in materia uniformandosi a quanto stabilito dalla Corte europea dei diritti dell'uomo secondo cui la relazione stabile di una coppia omosessuale rientra a pieno titolo nella nozione di vita familiare.

Così, nel tempo, incontriamo sentenze storiche con le quali alcune coppie omosessuali hanno potuto adottare un minore.

La giurisprudenza ha dunque colmato la lacuna legislativa riconoscendo al genitore omosessuale (genitore sociale) la possibilità di adottare il figlio del partner (genitore biologico), ove sussista un legame familiare stabile, sempre nel preminente interesse del minore (perché il minore ha diritto di godere della relazione affettiva instaurata con le persone che, di fatto, fanno parte della sua vita a prescindere dai legami genetici e dall’orientamento sessuale).



Alla base di queste sentenze vi è l’art.44 della Legge 184/1983 (Diritto del minore ad una famiglia) laddove vi sia impossibilità di affidamento preadottivo: così il minore (figlio biologico o adottivo) di uno dei due coniugi, può essere adottato dall’altro coniuge.

Ebbene, questo è proprio il caso di una coppia omosessuale: il minore può essere adottato dal partner del genitore biologico (biological parent) e l’adottante sarà il genitore sociale (stepparent).

Il partner del genitore biologico potrebbe essere convivente con l’altro; oppure i due potrebbero essere parte di un’unione civile o ancora potrebbe trattarsi di una coppia omosessuale che si è unita in matrimonio all’estero.

Secondo i Giudici, infatti, l’impossibilità di affidamento preadottivo ricorre anche nei casi di mera impossibilità di diritto (ovvero quando il minore non è in stato di abbandono ma è nel suo interesse provvedere al riconoscimento giuridico di rapporti di genitorialità diversi e più completi). In questo modo i Giudici garantiscono un riconoscimento giuridico a relazioni affettive stabili e continuative.

Di conseguenza, secondo mera logica normativa, l’adozione in casi particolari (già possibile alle coppie eterosessuali e alle persone singole) si è potuta aprire anche alle coppie omosessuali.



Vediamo più nel dettaglio in cosa consiste ladozione in casi particolari, art. 44, introdotta dalla legge n.184/1983 per tutelare il diritto del minore alla famiglia anche quando l’adozione legittimante (che interrompe i rapporti tra il minore e la famiglia di origine) non è possibile.

Infatti, con l’art.44, anche i soggetti che non hanno i requisiti per procedere all’adozione legittimante, possono diventare adottivi.



Teniamo sempre presente comunque che adozione in casi particolari e adozione legittimante (tradizionale) non vanno confuse. Sono diversi proprio i presupposti per cui nascono e sono diversi gli effetti: nell’adozione in casi particolari il minore non è in stato di abbandono (art.7) ed è previsto il mantenimento inalterato di parentela con la famiglia di origine.



Ora per concludere vediamo quando è possibile l’adozione in casi particolari, sempre nel rispetto del preminente interesse del minore (art. 57, 1° comma):

- è possibile da parte di persone legate da vincolo di parentela entro il sesto grado con il minore, o da preesistente stabile rapporto, se orfano di padre e di madre; qui il legislatore accorda la possibilità dell’adozione alla famiglia intesa nella sua massima estensione e alle persone che con il minore hanno già instaurato un vincolo affettivo durante la vita dei genitori;

- è possibile da parte del coniuge nel caso in cui il minore sia figlio dell’altro coniuge (anche se adottivo); è implicito che deve essere trascorso un certo periodo di tempo dal matrimonio e che il rapporto con il minore si sia consolidato;

- è possibile quando il minore sia portatore di handicap ai sensi della legge 104/1992; anche se orfano di padre e di madre ma non in stato di abbandono, ovvero avente parenti che comunque potrebbero accudirlo;

- è possibile quando vi sia la constata impossibilità di un affidamento preadottivo; l’impossibilità di affidamento può essere intesa come impossibilità di trovare una coppia per quel minore perché problematico, troppo grande di età o non dichiarato in stato di abbandono; o ancora se il minore ha già vissuto percorsi adottivi o affidatari precocemente interrotti.



Fonti Normative:

- Legge 20 maggio 2016 n.76: Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze;

- Legge 4 maggio 1983 n. 184: Diritto del minore ad una famiglia;

- Cass. 30 settembre 2016, n.19599

- Caso Schalk e Kopf c. Austria, ricorso n.30141/04