giovedì 4 marzo 2021

APPELLO AFFIDO: SOS Coppie per Matteo, 13 anni

 

APPELLO Affido del 04.03.21



APPELLO AFFIDO

Aperto a: coppie affidatarie

Territorio di riferimento: Lazio e regioni limitrofe

Per info scrivi a: karin@affidiamoci.com

o Telefona al 339/8322065


Matteo, da tre anni in comunità perché i suoi genitori non sono in grado di occuparsene (anche se questo Matteo fa difficoltà ad accettarlo perché continua ad essere sempre molto protettivo nei loro confronti).

Periodicamente li incontra anche se ultimamente accetterebbe una famiglia che lo accogliesse a casa per sempre.


Ciascun APPELLO Affido è pubblicato nel rispetto della privacy del minore: non riporta dati anagrafici nè eventuali specifiche sulle patologie presenti.


Matteo è un ragazzino senza alcun problema sanitario: ha solo 13 anni, e la sua età, se non lo si conosce, può spaventare. Certo è un bimbo ferito, con qualche problema di gestione emozionale e di apprendimento a scuola, ma per il resto ha tante risorse, è molto dolce e determinato: già ha deciso che farà il liceo linguistico.


Per Matteo il Tribunale ha dato mandato a M’aMa di cercare, solo nel Lazio e regioni limitrofe, una coppia di genitori affidatari (opportunamente formati dagli enti competenti) disponibili ad accoglierlo in affido sine die e a fargli mantenere periodici incontri con la famiglia di origine.


Precisiamo che AFFIDIamoci (progetto di M’aMa-Dalla Parte dei Bambini), nel divulgare gli Appelli Affido, è solo un tramite tra famiglia accogliente e i Servizi sociali che si occupano del minore. Pertanto l’eventuale abbinamento sarà deciso solo da questi ultimi.






lunedì 1 marzo 2021

Storie di amore e bambini in affido familiare: “Per lei siamo dad one e dad two”

 



Francesco e Andrea raccontano la loro esperienza di affido:

Per la nostra bambina in affido, nei compiti di inglese, ci chiamiamo dad one e dad two; nei compiti di francese père un e père deux...e sono le parole più belle che abbiamo mai visto scritte! 

Siamo genitori affidatari alla nostra seconda esperienza

Inizialmente non era chiaro se la Legge ci permettesse di poter immergerci in questa avventura in quanto 'omosessuali' ma dopo opportune verifiche siamo stati ritenuti adeguati. 

Abbiamo una meravigliosa preadolescente che da un anno e mezzo vive con noi (non posso dire “bambina” perché si offende) e non sempre le cose sono semplici. Purtroppo questi ragazzi entrano nelle nostre vite con dei bagagli che spesso contengono macigni e con delle ferite che forse mai si rimargineranno. Ognuno ha la sua storia, ognuno va gestito in modo diverso, ma una cosa li accomuna, hanno fame d'amore. 

Come coppia non ‘convenzionale' avevamo paura che il nostro orientamento sessuale potesse recarle problemi a scuola o nella vita quotidiana e sapete cosa vi dico? Ci siamo fasciati la testa per niente!!!!! Lei dice apertamente in classe che ha due papà affidatari e per i suoi compagni ora è la normalità! La nostra porta è sempre aperta per le sue amichette ed il rapporto con gli altri genitori è ottimo, tanto che uno di noi è anche rappresentante di classe, eletto all’unanimità dalle tutte le altre famiglie. 

Non vogliamo raccontare il nostro percorso nei particolari nè desideriamo ricevere consensi: il messaggio che vogliamo far passare è che volere è potere! 

La Legge non ci consente di adottare, ma ci dà comunque la possibilità di mettere del nostro, di dare amore, di aiutare chi in un momento di difficoltà ha bisogno di noi! Tendiamo la mano a questi bambini!

Oggi, dopo un anno e mezzo, dopo notti insonni, crisi per la paura di non essere all'altezza e pianti fatti in un angolo di casa (dopo aver ascoltato storie del suo passato), se guardiamo indietro, ri-accoglieremmo la nostra principessa altre 1000 volte

Molte persone ci dicono ‘ma chi ve lo fa fare?! Mica è vostra figlia!’: noi generalmente a queste parole annuiamo, mettiamo una mano sul cuore e rispondiamo che l'amore non è dato da un legame di sangue. Perché una parte del nostro cuore ormai appartiene a lei e per noi questo è il vero significato di famiglia!”.

sabato 27 febbraio 2021

APPELLO AFFIDO: SOS Coppie etero o omosessuali, o single affidatari

 

APPELLO Affido del 25.02.21




APPELLO AFFIDO

Aperto a: coppie affidatarie, etero e omosessuali, e single

Territorio di riferimento: Italia

Per info scrivi a: karin@affidiamoci.com

o Telefona al 339/8322065


Il Tribunale ha dato mandato a M’aMa di trovare famiglie affidatarie in tutta Italia per un bimbo di 10 anni e una bimba di 13 anni.

Gianmarco vive in comunità da parecchi anni ed è un bimbetto molto affettuoso e rispettoso delle regole. Si è inserito perfettamente sia nel gruppo di pari che con gli educatori che sono diventati i suoi confidenti! Gli è stato diagnosticato un ritardo globale dello sviluppo dovuto soprattutto alla depravazione ambientale in cui è stato cresciuto nei primi anni di vita ma sta affrontando tutti gli ostacoli con grande serenità e determinazione.

Giovanni ha chiesto e non smette di chiedere al Giudice una famiglia ed aspetta fiducioso.


Ciascun APPELLO Affido è pubblicato nel rispetto della privacy del minore: non riporta dati anagrafici nè eventuali specifiche sulle patologie presenti.


Poi c’è Alba, l’altra bimba, che ha 13 anni e vive da sempre in comunità. Per una serie di variabili, purtroppo, la piccola, negli anni, è stata costretta a cambiare spesso struttura, e questo continuo cambiamento per lei è stata causa di grande sofferenza: abituarsi ogni volta a nuove regole, nuovi compagni e nuove abitudini piano piano le ha provocato problemi di scarsa tolleranza alle frustrazioni e comportamenti oppositivi.

A scuola si applica anche se ha il sostegno.

Alba è un peperino e oggi più che mai ha bisogno di una famiglia che la rassereni e la rassicuri.


Per entrambi i bimbi il Tribunale ha dato mandato a M’aMa di cercare, in tutta Italia, coppie etero e omosessuali, e persone singole opportunamente formati (dagli enti competenti) come genitori affidatari.


Precisiamo che AFFIDIamoci (progetto di M’aMa-Dalla Parte dei Bambini), nel divulgare gli Appelli Affido, è solo un tramite tra famiglia accogliente e i Servizi sociali che si occupano del minore. Pertanto l’eventuale abbinamento sarà deciso solo da questi ultimi.






giovedì 18 febbraio 2021

Omosessualità, Single e Affido familiare: "Ho conosciuto una nuova madre"

 


Torniamo ad ascoltare la voce dei protagonisti, ascoltiamo la voce di chi, solo da adolescente, ha conosciuto l'amore di una Famiglia. Una famiglia monogenitoriale.

Angela (cfr.“Mi presti la tua famiglia? Per una cultura dell’affidamento eterofamiliare per minori” curato da Anna Rosa Favretto e Cesare Bernardini, Edizioni Franco Angeli, Milano, 2010), oggi sposata con due figli, ricorda perfettamente l’incontro con quella che lei stessa definisce come una “nuova mamma”, oggi “amorevole nonna” dei suoi bambini.



Facevo la terza media e da quando avevo due anni ero in istituto: è qui che Lilla ed io ci siamo conosciute. Diciamo che lei mi stava cercando, sì, credo proprio che cercasse me. Con l’assenso della direttrice abbiamo cominciato ad uscire insieme e per me era quasi un sogno. Dapprima poche ore, poi qualche pomeriggio, poi i fine settimana…mentre il legame si faceva più solido.

C’era però un problema, si trattava di mio padre, vivo e presente quasi a disturbare il nostro percorso (lui purtroppo non era in grado di lavorare né di prendersi cura di sé stesso).

Per me un dubbio atroce, mi sentivo come su un altro mondo, non riuscivo a prendere posizione, come se tutto quello che mi stava succedendo non riguardasse me.

Poi finalmente la svolta: grazie all’approvazione dello psicologo che mi aveva espressamente convocato per ‘ascoltare’ il mio parere ed al consenso dell’assistente sociale, finalmente Lilla riesce a portarmi a casa sua, un piccolo appartamento affittato solo per noi due.

Il Tribunale per in Minorenni aveva avallato la situazione come ‘affidamento familiare’.

Abbiamo iniziato una nuova vita sia lei che io.

Ci sono stati momenti sereni ma anche momenti duri, lei mi ha saputo sopportare con pazienza infinita prendendosi cura di me e dei problemi enormi che dovevo affrontare per superare il mio passato e l’abbandono di mia madre (i lunghi anni di istituto pesavano su di me).

Ma finalmente avevo una persona che mi amava e che mi ha spinta ad affrontare le mie paure ed i miei sensi di colpa attraverso un percorso di analisi con una psicologa.

Nel frattempo ho studiato, mi sono diplomata ed ho conosciuto quello che oggi è mio marito.

Nel tempo la salute di mio padre è peggiorata, è stato curato ma è mancato poco dopo il mio matrimonio.

C’è stato qualche sporadico momento di incontro con mia madre (separata da anni da mio padre), ma poi i rapporti si sono fatti sempre più rari fino a scomparire.

Sono nati i miei due figli e Lilla è sempre stata al mio fianco diventando la nonna più dolce e amorevole per i miei ragazzi e da loro adorata.

Qualche anno fa mia madre mi ha cercata, ha chiesto di incontrarmi e- se dapprima mi sono negata – poi ho accettato. Credevo che potesse essere una possibilità per poterci chiarire, per dare a lei l’opportunità di spiegarmi il passato. Ma tra di noi è come se ci fosse un enorme vuoto, così difficile da colmare ed è come riaprire una ferita mai del tutto guarita.

Per ora i nostri incontri sono incompleti, entrambe sappiamo che prima o poi potrebbe arrivare il momento di affrontare l’argomento…anche se ora non è più così importante. Oggi sono sicura che potrei accettare e forse giustificare le sue scelte.

Ho avuto la fortuna di conoscere una nuova madre, che ha saputo amarmi e starmi vicino, e sono certa che il legame che è nato tra me e Lilla non sparirà, quell’affetto e quell’amore ci accompagnerà per sempre.”

K.F.

mercoledì 10 febbraio 2021

APERTE LE ISCRIZIONI AL CORSO ONLINE PER DIVENTARE GENITORI AFFIDATARI



Sono aperte le iscrizioni alla V° edizione ONLINE del Percorso in-formAFFIDO Presto...che è Tardi! aperto a tutti gli aspiranti affidatari (o ai semplici interessati) dell’intero territorio nazionale: persone singole e coppie, sposate e non, etero e omosessuali. 

Il corso Online, a numero chiuso, è previsto per Aprile 2021, chi fosse interessato a partecipare può già prenotarsi scrivendo apercorsimama@gmail.com

Organizzato dall'associazione M’aMa-Dalla Parte dei Bambini (La Rete delle MammeMatte) il corso (da remoto, su piattaforma gratuita Zoom) prevede, nella prima settimana di Aprile 2021un primo incontro conoscitivo individuale di 30 minuti (giorni e orari da concordare privatamente).

Seguiranno tre incontri tematici, in gruppo, di tre ore ciascuno dalle ore 18.00 alle 21.00 condotti da professionisti M’aMa e non, esperti del settore.

Il corso sarà condotto dall’avv. Emilia Russo, Presidente M’aMa-Dalla Parte dei Bambini, e dalla dr.ssa Karin Falconi, Vice presidente M’aMa, counsellor specialista nel sostegno alla genitorialità affidataria.

Interverranno:

dr.ssa Marzia Colace, Pedagogista e Giudice Onorario Tribunale per i Minorenni Catanzaro;

dr.ssa Chiara Bordoni, Assistente sociale Comune di Terni.


In conclusione del percorso la risorsa riceverà un attestato di partecipazione (con relativo profilo di apertura all'accoglienza) con il quale M'aMa si impegna a presentarla al Servizio sociale di riferimento.

Per info: percorsimama@gmail.com


domenica 7 febbraio 2021

Omosessualità, Single e Affido familiare: il SINE DIE non è Adozione

 


La realtà giuridica del nostro Paese non lascia spazio a fraintendimenti: in Italia le persone singole e le coppie omosessuali non possono adottare (se non in casi particolari art.44) possono, invece, accogliere in affido (art. 2 Legge 183/84) con la piena consapevolezza che l’affido non sia da considerarsi una “scorciatoia” all’adozione: nemmeno quello sine die (a lungo termine). 

Questa impossibilità da parte delle coppie omosessuali e delle persone singole, dal punto di vista giuridico, ad aprirsi a qualsiasi forma di genitorialità (procreazione eterologa e adozione), fa sì che spesso, purtroppo, l’affidamento sia visto (specie quello sine die) come una “adozione mascherata”.

Ma il desiderio legittimo di avere un Figlio nell’affido (anche sine die) non può essere ritenuto un diritto.

Essere genitori affidatari, infatti, non significa sostituirsi alla famiglia di origine, bensì essere una famiglia in più per il minore, una famiglia cui non è riconosciuta la responsabilità genitoriale e che pertanto può esercitare solo l’ordinaria amministrazione nei confronti del minore (quella straordinaria sarà esercitata da un tutore nominato dal Tribunale o dallo stesso genitore biologico art.5 Legge 184/83).

L’affido nasce proprio come strumento di prevenzione teso ad evitare il definitivo allontanamento del minore dal proprio nucleo familiare di origine: si tratta di un collocamento temporaneo del minore, fuori dalla propria famiglia di origine, nell’attesa che quest’ultima recuperi le proprie capacità genitoriali.

Come sottolineato dall'ex Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza (AGIA), Filomena Albano, nel corso della sua audizione, tutte le fonti nazionali e sovranazionali sottolineano la centralità della relazione affettiva tra i figli e i genitori. È per questo che l'allontanamento di un figlio dalla famiglia di origine deve costituire in ogni caso l'extrema ratio, praticabile solo laddove tutte le misure di sostegno al suo nucleo familiare non abbiano dato gli esiti sperati.

Può dunque affermarsi che tra i diritti costituzionalmente garantiti, da un lato, vi è quello del minore a crescere ed essere educato nella propria famiglia, e dall’altro lo speculare diritto del genitore a poter crescere i propri figli, ecco perché, durante il collocamento extrafamiliare del minore, è previsto un adeguato sostegno alla famiglia d’origine (art.1 Legge 184/83).

All’inserimento in casa del minore, quindi, i genitori affidatari (tutti, etero e non, coppie e single) potranno accogliere quest’ultimo COME un Figlio, ma non lo è.

Questo fragile equilibrio emotivo cui sono chiamati gli affidatari, diventa ancora più impegnativo negli affidi sine die, in quelli cioè dove gli affidatari accolgono i minori fino al compimento della maggiore età.

Se, infatti, la Legge 149/01 (modifica della Legge 184/83) con l’art.4 aveva indicato come termine massimo previsto per l’affidamento 24 mesi (prorogabili dal TM nel caso in cui la sospensione dell’affidamento dovesse recare pregiudizio al minore), in realtà oggi in Italia la maggior parte degli affidi sono sine die. Affidi a tempo prolungato senza termine e possibilità di rientro nella famiglia di origine che costringono i protagonisti a soffrire di una cronica mancanza di identità di ruolo: il minore non può riconoscersi come Figlio di nessuna delle due famiglie (affidataria e di origine); i genitori (bio e affidatari) se sentono di esserlo interiormente, non lo sono poi dal punto di vista giuridico.

Secondo la relazione della Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza del 17 gennaio 2018, 28.449 minori (tra zero e 17 anni) sono collocati fuori dalla famiglia di origine. Ebbene di questi ben oltre il 60% sono in affido da oltre due anni, anni in cui il minore vive in un limbo, non legittimamente riconosciuto nel suo ruolo di Figlio nella famiglia affidataria e costantemente aperto alla possibilità di far rientro in quella originaria.

L’affido quindi oggi, di fatto, si distingue dall’adozione non più per la “temporaneità dell’esperienza”, quanto per la pluralità di attori cui i genitori affidatari devono confrontarsi (Tribunale, Famiglia di origine, Tutore, Servizi sociali) e la cronica instabilità che famiglia biologica, minore e famiglia affidataria vivono.

L’affido sine die non è normato né istituzionalizzato: giuridicamente non esiste. Ed è proprio questo vuoto legislativo a farlo diventare suscettibile delle più erronee interpretazioni, tra cui quella di immaginarlo come possibile alternativa all’adozione soprattutto per chi desidera un Figlio.

K.F.

mercoledì 3 febbraio 2021

APPELLO AFFIDO e ADOZIONE: SOS una Famiglia per sempre

 APPELLO Affido e Adozione del 03.02.21





APPELLO AFFIDO e Adozione

Aperto a: coppie adottive e affidatarie, single

Territorio di riferimento: Italia

Per info scrivi a: karin@affidiamoci.com

o Telefona al 339/8322065


Peng è un bimbetto curioso, simpatico e dolcissimo, un bimbo orientale di 8 anni che è così minutino fisicamente da apparire più piccino della sua età.

E’ arrivato in comunità due anni fa dopo essere stato cresciuto da una famiglia che, pur amandolo, non è stata in grado di rispondere alle sue esigenze e ai suoi bisogni anche e soprattutto sanitari.


Ciascun APPELLO Affido e Adozione è pubblicato nel rispetto della privacy del minore: non riporta dati anagrafici nè eventuali specifiche sulle patologie presenti.


Il piccolo, affetto da sindrome di down, quando è arrivato in struttura, essendo stato ipostimolato, non era affatto autonomo: non camminava, aveva ancora il pannolino e non riusciva a relazionarsi con nessuno.


Ad oggi Peng ha fatto enormi passi avanti ed è un bimbo completamente diverso, gioca con tutti, corre, è sereno e affettuoso.


Peng è adottabile ma il Tribunale ha dato mandato a M’aMa di accogliere, in tutta Italia, non solo candidature di coppie adottive ma anche di genitori affidatari (coppie e single), purché opportunamente formati dagli enti competenti e disponibili all’adozione del piccolo.


Precisiamo che AFFIDIamoci (progetto di M’aMa-Dalla Parte dei Bambini), nel divulgare gli Appelli Affido e Adozione, è solo un tramite tra famiglia accogliente e i Servizi sociali che si occupano del minore. Pertanto l’eventuale abbinamento sarà deciso solo da questi ultimi.