mercoledì 11 dicembre 2019

Roma, Venerdi 10 Gennaio: GRUPPO AFFIDO per GENITORI AFFIDATARI (E NON)


Continuano gli appuntamenti, come ogni primo Venerdì del mese, con il GRUPPO AFFIDO organizzato dalle associazioni M'aMa-Dalla Parte dei Bambini e ANFAA (sezione Roma) a sostegno di TUTTI COLORO CHE SONO GIA' GENITORI AFFIDATARI O SONO IN ATTESA DI DIVENTARLO (formati e non).

Venerdi 10 Gennaio 2020, sempre alle 19.30, in zona Vaticano (Stazione San Pietro) Roma, ci ritroveremo per raccontarci, con-dividere la trepidante attesa, l'incognita di una chiamata, i dubbi, le strategie e (perché no?!) le gioie dell'esperienza del proprio affido! 

L'incontro è aperto a tutti: persone singole, coppie coniugate e non (con e senza figli), affidatarie e adottive o in attesa di diventarlo. 

Il gruppo si svolgerà nell'accogliente e intimo "Salotto M'aMa" e sarà condotto da un facilitatore della relazione di aiuto, esperto nell'ambito dell'affidamento familiare e del sostegno alla genitorialità affidataria e adottiva.

Ti aspettiamo:)

PERCHE' INSIEME E' MEGLIO E DA SOLI NON SI PUO'!

Per info o prenotazione:
Email: mamalazioassociazione@gmail.com
Cell.: 339/8322065

lunedì 2 dicembre 2019

SOS Affidi urgenti per single e coppie in tutta Italia




Cerchiamo: SINGLE, COPPIE AFFIDATARIE/ADOTTIVE
Per info scrivi a: karin@affidiamoci.com
o Telefona al 339/8322065

M’aMa negli ultimi anni sta registrando un drammatico aumento delle segnalazioni (da parte di Servizi e Tribunali dell’intero territorio nazionale) di minori "già grandi" (dai 9 anni in su) da collocare in famiglia.

Chiediamo la tua collaborazione nel pensare e immaginare la loro accoglienza, anche solo mettendo a conoscenza chi semplicemente potrebbe essere sensibile al tema.

Questi ragazzini molto spesso sono solo cronologicamente “grandi”, perchè dal punto di visto emotivo e affettivo più di altri non aspettano che di lasciare la comunità in cui vivono da anni per AVERE una Mamma e un Papà con cui crescere.

Sono ragazzini i cui traumi se da un lato negli anni di istituzionalizzazione non si sono cicatrizzati, dall’altro possono essere alleviati da amore, accudimento, determinazione.

I casi che vi sottoponiamo riguardano tutti minori che hanno chiesto a gran voce (con lettere direttamente ai Giudici o attraverso colloqui) una Famiglia dove poter vivere e noi di M’aMa siamo convinte che ci siano, da qualche parte, in qualsiasi regione di Italia, coppie e single affidatari (o adottivi) disposti ad accoglierli incondizionatamente. 

E per garantirgliela i Servizi concorderanno agli eventuali genitori accoglienti la possibilità di un percorso di avvicinamento graduale, senza vincoli, durante il quale poter conoscere e farsi conoscere dal minore.

Ecco quindi di seguito i singoli appelli di Angelica, Matteo e Rosalba, tre “grandi piccoli” che hanno chiesto una vita diversa:


- ANGELICA

Angelica ha 12 anni, vive da tempo in comunità dove è amata, accudita e seguita. Ha un ritardo cognitivo importante, dolce e simpatica riesce a farsi benvolere da tutti. Frequenta la seconda media, va volentieri a scuola ed ama giocare a “Fare la maestra o l’educatrice”, è autonoma nella gestione della sua quotidianità e svolge tranquillamente i compiti assegnati dagli educatori.


-MATTEO

Matteo ha 13 anni anche se fisicamente che cognitivamente dimostra molto meno della sua età cronologica. Il piccolo vive in comunità da otto anni chiedendosi perché la sua sorellina è riuscita a trovare una famiglia in cui vivere, e lui no. Matteo ha un ritardo cognitivo medio, è molto dolce anche se lui stesso riconosce che quando si arrabbia...si arrabbia. E’ già da tanto che aspetta “una Mamma e un Papà anche con fratellini” ed è “pronto a preparare la valigia fin da subito”.

- ROSALBA

Rosalba ha 13 anni, vive da tanto tempo in comunità, frequenta la terza media con discreto profitto, ad oggi desidera fortemente una famiglia tanto da scriverlo al Giudice minorile. Ha un ritardo lieve, ama tanto la buona cucina e per niente lo sport! Da un punto di vista affettivo è più piccola delle coetanee, vorrebbe una famiglia allegra che la ami per sempre e “le faccia vivere una vita normale”.



Precisiamo che AFFIDIamoci (progetto di M’aMa-Dalla Parte dei Bambini) è solo un tramite tra famiglia accogliente e i Servizi sociali che si occupano del minore. L’eventuale abbinamento, quindi, sarà deciso solo da questi ultimi.



giovedì 28 novembre 2019

Rubrica - “Caro Giudice, ora mi leggi?” - "Per me e per te è stato importante ribadire che io ero un bravo bambino"



Ambasciator non porta pena” (le MammeMatte piccioni viaggiatori di storie inascoltate, felici e meno felici).
M’aMa-Dalla Parte dei Bambini dopo aver appurato la veridicità della fonte, si impegna a recapitare il messaggio ricevuto all’indirizzo email mamadallapartedeibambini@gmail.com ai Tribunali per i Minorenni e ai Servizi sociali di tutto il territorio nazionale e, per conoscenza, alle altre realtà associative.
L’anonimato della fonte è mantenuto solo per garantire la privacy del minore.
La Rubrica raccoglie “posta mai recapitata”, ovvero tutto ciò che singoli genitori affidatari e/o adottivi non hanno avuto occasione di dire al proprio Giudice di riferimento. 



Caro Giudice,

sii coraggioso, non avere paura di difendermi da una madre di cui ho terrore, da una madre che mi fa del male, da una madre che mi dà del bugiardo negando gli abusi che mi ha fatto il suo compagno e per i quali sono finito anche in ospedale, da una madre che mi urla tutto il suo odio, da una madre che a 5 anni mi fa dormire da solo ed al freddo in un furgone. 

Io non voglio più vederla, ho tanta paura che lei ricompaia e mi porti via.
Vorrei non pensare nemmeno una volta che sono io ad essere sbagliato.


Sai Giudice, dentro di me vive uno scoiattolo che spesso urla, con la voce in farsetto, la sua paura ed il suo immenso bisogno di accudimento .... sì perché io anche se ho solo 6 anni, non posso permettermi di avere paura e nemmeno posso dar voce al mio bisogno di essere amato. Sarebbe devastante toccare con mano la mia solitudine.

Grazie Giudice perché mi hai incontrato, perché hai avuto coraggio, perché mi hai protetto da una madre definita persona socialmente pericolosa ma che tu non hai giudicato. Insieme ci siamo detti che non ce la poteva fare ed è stato per te (e per me) importante ribadire che io ero un bravo bambino e che quello che era capitato non era colpa mia.

Grazie perché ora ho una famiglia che mi ama, una mamma, un papà, due fratelli più grandi ed un cane. Tu hai permesso che mi adottassero nonostante fosse partito tutto come affido e nonostante la pesante e preoccupante opposizione di mia madre. 
Ora nessuno potrà più portarmi via, ora finalmente lo scoiattolo è tornato felice nel bosco, perché adesso posso dire che non ho paura ed essere rassicurato, ora il mio grande bisogno d’amore è ascoltato.

Sai Giudice ho anche un nonno che mi ha regalato una bici rossa e che mi accompagna a scuola. Quando esco è sempre lì che mi sorride ed insieme andiamo a comprare la merenda.
Il mio nonno mi difende sempre anche quando sono decisamente indifendibile.
Si perché, senza dubbio, sono un bambino impegnativo che non ha paura di niente e di nessuno. Mi fermo solo per amore della mia famiglia.


Vorrei raccontarti una cosa: un giorno ero arrivato da pochi mesi ed ancora dovevo mettere alla prova i miei genitori ed i miei fratelli, ero stato particolarmente faticoso e la mamma (affidataria) in un 
pianto mi disse che non ce la faceva più e che se non fossi cambiato almeno un po’ mi avrebbe riportato in istituto.
Io le risposi che se l'avesse fatto avrei pianto tanto da allagare il mondo.
Mia madre racconta sempre che quello fu il momento in cui diventai suo figlio per sempre. 


La mia storia iniziata come affido è sfociata in adozione perché davanti alla dura realtà la Giudice ha voluto darmi la possibilità di appartenere ad una famiglia. 

Credo che sia finita bene anche perché la mia mamma adottiva è una gran rompiballe che non si ferma davanti a nulla per il bene dei suoi figli. Di fronte al mio terrore di incontrare la mamma biologica ed al continuo tentennare dei Servizi sociali lei ha chiesto un colloquio con una persona meravigliosa: la Presidente del tribunale per i minorenni.
Giudici incontrate le famiglie affidatarie e soprattutto i bambini di cui conoscete le drammatiche storie solo attraverso parole scritte.

Incontrateli e sarà certamente più pensata la decisione sul loro futuro”.

Il figlio di una MammaMatta


venerdì 22 novembre 2019

Arezzo, Venerdi 22 novembre: Le MammeMatte tra le Voci contro la Violenza



VI INCONTRO REGIONALE

LE PAROLE RITROVATE: CULTURE E PRATICHE DI CONDIVISIONE NELLE POLITICHE DELLA SALUTE MENTALE”
30 NOVEMBRE 2019
OSPEDALE DI GUBBIO – GUALDO TADINO


Le Parole Ritrovate sono nate per fare incontrare utenti e operatori di Servizi di salute mentale, familiari e cittadini.
Le Parole Ritrovate credono nel valore del ‘fareassieme’, nel rispetto e nella valorizzazione dell’esperienza e perciò del sapere di ciascuno, nella costruzione di percorsi di salute mentale che appartengono a tutti.
Le Parole Ritrovate sono un’occasione per confrontare esperienze, per condividere progetti, per inventare strade su cui camminare assieme.
La malattia mentale, qualunque cosa sia per ciascuno di noi, ci può dividere o ci può unire, ci può fare sentire profondamente soli, ci può dare occasione e motivo di valorizzare la radice profondamente umana, e quindi comune, presente in ogni esistenza, sana o sofferente che sia.
Le Parole Ritrovate danno voce e protagonismo a chi non li ha mai avuti e a chi li ha persi, servono a coinvolgere e a lasciarci coinvolgere, il più possibile, da reti allargate di persone, di intelligenze, di sentimenti.
Le Parole Ritrovate credono nel cambiamento sempre possibile, vedono non solo il problema ma anche la risorsa, danno valore e significato alla soggettività di ciascuno, credono che assumersi responsabilità sia la strada migliore per crescere assieme.
Si può dire che fare le cose assieme è importante e bello e lì fermarsi. Si può crederci e comportarsi di conseguenza.
Così il disagio psichico, la malattia mentale, ritrovano posto e dignità nel quotidiano di tutti noi, ritrovano appartenenza in una comunità in cui ciascuno è un po’ più responsabile per tutti.

PROGRAMMA


Ore 8.30 Registrazione partecipanti
Apertura dei lavori (Dott.ssa M. Patrizia Lorenzetti)
Saluti delle autorità
Presentazione de Le Parole Ritrovate - Il “fareassieme” (Dott. Renzo De Stefani)
Esperienze di fareassieme a confronto
Superare il pregiudizio: Progetto Leggere il contemporaneo – Gubbio; Progetto Dietro ogni matto c’è un villaggio – Gubbio; Ser.D-Gubbio
Crescere sani/ promuovere benessere: Associazione COMIP Stefania Buoni; Progetto Semola – Gubbio; Una storia di resilienza: Simona Possenti - Città di Castello
Video Marci
Pausa caffè
Promuovere lavoro: Progetto Golose Evasioni - Perugia ; Progetto Orto - Roma; Progetto Orto – Bastia; Progetto Impasti e mani – Gubbio; Progetto Fondazione Casa del sole
Abitare: Progetto Iesa - Modena o Bologna; Famiglie che accolgono - Aratorio Gubbio; Associazione M’aMa-Dalla Parte dei Bambini (Firenze); Casa Bernadette – Gubbio; Negrogno- Modena; Progetto rifugiati e salute mentale - Trento;
Pausa pranzo: buffet
Superare le paure : CAV – Perugia (?); Ass Non una di meno – Gubbio
Lettera di un malato di SLA -Comunità di Capodarco, testimonianza Ass.ne Sclerosi Multipla-SLA -Gubbio
Supportarsi : Una madre – Roma; Ufe Trento; gli UFE: progetti delle Associazioni Le fatiche di Ercole e Crisalide ; Progetto Aiuto reciproco – Pavia
Tempo libero: Associazione Madre Coraggio- Perugia ; Associazione Liberidiessere- Foligno; Progetto Burraco – Gubbio
Dibattito
Test ECM
Ore 19.00 Conclusione dei lavori
Storie in Agorà

martedì 19 novembre 2019

Rubrica - “Caro Giudice, ora mi leggi?” - "Grazie per aver ascoltato la richiesta di aiuto di mio figlio"



Ambasciator non porta pena” (le MammeMatte piccioni viaggiatori di storie inascoltate, felici e meno felici).
M’aMa-Dalla Parte dei Bambini dopo aver appurato la veridicità della fonte, si impegna a recapitare il messaggio ricevuto all’indirizzo email mamadallapartedeibambini@gmail.com ai Tribunali per i Minorenni e ai Servizi sociali di tutto il territorio nazionale e, per conoscenza, alle altre realtà associative.
L’anonimato della fonte è mantenuto solo per garantire la privacy del minore.
La Rubrica raccoglie “posta mai recapitata”, ovvero tutto ciò che singoli genitori affidatari e/o adottivi non hanno avuto occasione di dire al proprio Giudice di riferimento. 



Grazie Giudice GRAZIE.
Grazie per aver ascoltato la richiesta di aiuto di mio figlio, quando ti chiedeva una famiglia anche se ormai era già grandicello e aveva paura che nessuno più lo avrebbe voluto. 

Non dimenticherò mai quella telefonata con il cuore che batteva a mille all'ora, quel cambio improvviso di aereo quando eravamo da tutt'altra parte per non perdere quell'appuntamento in Tribunale… perché se una possibilità c'era non avremmo mai voluto perderla.
E quella letterina scritta al Giudice che Lei stesso tirò fuori dalla sua agenda...
E quel Suo concederci ulteriore tempo per decidere: ‘Adesso andatevi pure a prendere un caffè, poi tornate e ci dite se siete davvero decisi’. A noi quel caffè non ci serviva, eravamo già super decisi, semmai avevamo paura che non fosse vero!
Poi come dimenticare quella mattina, arrivati in anticipo (anche se io sono sempre in ritardo), camminavamo avanti e indietro davanti alla Comunità guardando le finestre per vedere se si affacciava qualcuno. 

Finalmente arrivò l'assistente sociale e si aprì quel portone e un bambino, il più bello del mondo, il nostro, ci venne incontro chiamandoci subito papà e mamma e ci abbracciò... era bellissimo e emozionatissimo come noi. 

E subito siamo stati famiglia, è stato amore immenso, subito.
Lui era nostro e noi eravamo suoi come se ci fosse sempre stato. 
Fu una giornata stupenda, ricca di emozioni, progetti, racconti belli e brutti.
In serata, quando il nostro piccolo lui ha cominciato a raccontare agli amichetti della comunità la giornata trascorsa insieme, l’arrivo dei suoi ‘genitori buoni’… io non riuscivo a trattenere le lacrime, e lui subito: ‘Mamma perché piangi?’ ‘Perché sono felice, troppo felice -gli risposi -sono lacrime di felicità perché finalmente ti abbiamo trovato’.
Nei giorni dell'inserimento si fece qualche acquisto per lui anche se lui diceva sempre che non avremmo dovuto spendere tutti quei soldi per lui e voleva portarci nei negozi dove si spendeva meno.
Lo portammo in hotel, la prima camera tutta per lui, dove poteva restare solo il giorno: voleva pranzare li e non gli interessava nemmeno andare al ristorante. Era la prima nostra dimora insieme. 
Gli piaceva farsi lavare e accudire anche se grandicello perché non gli era ancora mai capitato.
Poi finalmente andammo a casa: ad aspettarlo c'era una bicicletta più grande di lui, i regali dei nonni e i palloncini e festoni che i nonni avevano preparato, la sua cameretta, i cani e i gatti, una casa vera, la sua. 

Era estasiato, incredulo, felice, chiedeva: ‘Tutto questo è per me?’
Invitava gli amici e li invitava in camera sua a vedere quante cose aveva, raccontava che i suoi genitori erano bravi perché apprezzava quello che aveva molto di più di chi lo ha sempre dato per scontato.
Non è stato tutto facile, ci sono stati momento duri e difficili, ci metteva alla prova per vedere se lo amavamo davvero, sono state tante le fatiche fatte insieme per recuperare il tempo perso con i sentimenti, con la scuola, con le cose che i bimbi dovrebbero fare pian piano mentre crescono. 

Iniziare tutto da nove anni in poi è stato una rincorsa contro il tempo perché il nostro piccolo potesse raggiungere i suoi obiettivi, perché potesse sfruttare le sue potenzialità al meglio di quello che poteva.. e poi quanto dolore, quanti racconti del passato con quei genitori che chiamava ‘i genitori cattivi’... e noi a rassicurarlo che quelle cose non sarebbero più successe, le sue preoccupazioni di diventare come loro, il suo desiderio di rinascere nella mia pancia, la paura che non lo amassimo abbastanza, il tenerci lontani e lui nel mezzo per dire: ci sono anche io!
Poi il tempo è passato progressi ne ha fatti tantissimi si è inserito nella nostra famiglia e in tutto il parentado.
Adesso è un ragazzo bellissimo dolce e affettuoso anche se a volte per farsi vedere grande preferisce farsi baciare che baciare lui!
E bello, è felice e ha tanti amici. A volte ripensa alle sue origini, il suo passato ormai è anche il nostro, brutti ricordi ce ne sono ma il passato non tornerà più.
Ora lui è il nostro figlio grande, il primogenito quello che ci ha fatti diventare mamma e papà per primo. Si perché poi di gioielli ne sono arrivati altri, uno più bello dell'altro, ognuno con una storia diversa, ognuno irrinunciabile e prezioso e tutti sono la nostra vita.
Adesso siamo una grande famiglia di cuore che con il cuore la vita ci ha fatto capire che l'amore è amore, non importa da dove arrivi ma dove resti, ci ha fatto capire che amare e dare ti restituisce una felicità incommensurabile, una carica incredibile per cui non c’è fatica che non meriti di essere fatta.
Grazie Giudice di averci chiamati! E scusa se non ti abbiamo ascoltato quando hai detto che era presto per continuare ad accogliere… Ma abbiamo fatto bene.. perché l'amore non si divide ma si moltiplica!”
UnaFamigliaMatta

domenica 17 novembre 2019

Bari, 20 Novembre 2019: Le MammeMatte per "Il diritto del minore di crescere in Famiglia"



CONVEGNO – Il diritto del minore di crescere in una Famiglia

LE MAMMEMATTE FESTEGGIANO LA GIORNATA MONDIALE DEI DIRITTI DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA


Bari–Mercoledì 20 Novembre ore 18.00-Sala delle Cerimonie del Palazzo Municipale di Castellana Grotte (BA)

In occasione della Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, la Fondazione Onlus “Saverio De Bellis”, in collaborazione con l'assessorato ai Servizi sociali del Comune di Castellana Grotte, propone un’interessante occasione di formazione e dibattito attraverso il convegno dal titolo Il diritto del minore di crescere in una Famiglia.
Appuntamento mercoledì 20 novembre 2019 alle ore 18:00, nella Sala delle Cerimonie del Palazzo Municipale di Castellana Grotte, per celebrare il 30° anniversario della Convenzione ONU.
L’incontro si pone l’obiettivo di valorizzare il ruolo cruciale della famiglia nelle fasi di crescita di un minore, garantendogli una crescita adeguata ed il rispetto dei diritti costituzionali ad essere mantenuto, istruito ed educato. Sarà approfondito l'istituto dell'affidamento familiare come risorsa non solo per il bambino ma anche per la sua famiglia d'origine.
La Comunità educativa, che rientra tra le strutture socio-assistenziali messe a disposizione sul territorio dalla Fondazione De Bellis, è un luogo di accoglienza necessario in situazioni che richiedono l’accompagnamento del minore nell’elaborazione dei suoi traumi e nel recupero delle relazioni. In particolare, per la temporaneità dell'accoglienza, svolge anche la funzione di ponte tra il bambino e la sua famiglia d'origine, lavorando in sinergia con i Servizi per il suo recupero.
Nella eventualità in cui ciò non avvenga, o non avvenga in tempi brevi, il diritto del minore di crescere in una famiglia può essere maggiormente sostenuto attraverso l'istituto dell'affido.
L’incontro sarà aperto dai saluti istituzionali del Sindaco, dottor Francesco De Ruvo e dell’assessore ai Servizi Sociali, l’architetto Maurizio Tommaso Pace, e co-moderato dall’avvocato Virginia Dibello, Presidente della Fondazione Onlus “Saverio De Bellis” e dalla dottoressa Anita Paolillo, Assistente sociale specialista, Responsabile del Settore Servizi Sociali del Comune di Castellana Grotte.
Interverranno il dottor Giuseppe Arrivo, Giudice Onorario presso il Tribunale per i Minorenni di Bari, l’avvocato Daniela Marzano, legale esperto in diritto di famiglia, l'avvocato Emilia Russo, Presidente dell'associazione M'aMa-Dalla Parte dei Bambini (ancor più conosciuta come la Rete delle MammeMatte) e la dottoressa Karin Falconi, Professional Counselor, Specialista nel sostegno alla genitorialità affidataria e adottiva nonché vicepresidente dell'Associazione M'aMa-Dalla Parte dei Bambini.
Gli autorevoli relatori forniranno il loro prezioso contributo, al fine di tessere le fila di un dibattito stimolante, oggetto di attenzione della più recente cronaca nazionale, al quale sono invitati la cittadinanza e gli esperti del settore.


venerdì 15 novembre 2019

SOS Affido a lungo termine per due fratellini, solo Toscana



Cerchiamo: COPPIE AFFIDATARIE
Per info scrivi a: karin@affidiamoci.com
o Telefona al 339/8322065


Francesca e Michele sono due fratellini di 6 e 4 anni che attualmente vivono in comunità.

Entrambi sono intelligenti e solari, ma purtroppo la loro vita è stata caratterizzata dalla presenza di adulti incapaci di riconoscere e occuparsi dei loro bisogni di bambini.

Francesca frequenta la scuola primaria, è molto curiosa, le piace giocare, muoversi, studiare, è una bambina “centrata” e “brillante”.

Ha già imparato ad essere autonoma in tanti aspetti e spesso è lei a dare indicazioni al fratellino, ciononostante la piccola cerca l’affetto degli adulti e ne segue le indicazioni (una volta che ha imparato a fidarsene).

Michele, 4 anni, frequenta la scuola dell’infanzia, socievole e simpatico, affettuoso e coccolone, ha estremo bisogno di figure adulte di riferimento, ama giocare ed esplorare l'ambiente che lo circonda.

Francesca e Michele sono desiderosi di vivere in una famiglia, di essere amati e accolti e fanno di tutto per richiamare l’attenzione.

I Servizi hanno conferito a M’aMa mandato di cercare una coppia affidataria in Toscana (opportunamente formata dai propri Servizi di riferimento), disponibile ad accoglierli insieme in affido sine die per accompagnarli nel loro percorso di crescita offrendo loro affetto, stabilità e serenità.

Una coppia che si impegni, e sia disponibile, ad accompagnare i bambini agli incontri con i genitori biologici (ad oggi ogni 15 giorni).


Precisiamo che AFFIDIamoci (progetto di M’aMa-Dalla Parte dei Bambini) è solo un tramite tra famiglia accogliente e i Servizi sociali che si occupano del minore. L’eventuale abbinamento, quindi, sarà deciso solo da questi ultimi.